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Cgil boccia la Manovra: “Vivono in un altro pianeta”

di Maria Graziosi -


Non c’è mica da sorprendersi troppo: la Cgil boccia la Manovra. La Confederazione generale del lavoro, che ha indetto uno sciopero generale già (molto) tempo prima che la Legge di bilancio passasse anche solo in consiglio dei ministri, conferma lo scetticismo. E denuncia. “La manovra di cui è stato finalmente pubblicato il testo ufficiale, sembra scritta dal governo di un altro paese, per non dire di un altro pianeta”.

Manovra, i rilievi della Cgil

La Cgil ha più di un dubbio sulla Manovra. E comincia dalle premesse. “L’inflazione al 5,4% a ottobre, con quella acquisita per l’anno in corso che sale al 3,4%. Un drenaggio fiscale che, dopo gli oltre 30 miliardi del quadriennio 2022-2025, salirà di almeno 4,5 miliardi nel 2026. Salari reali in caduta libera; crescita zero nel terzo trimestre con l’ennesima frenata della produzione industriale”. E non finisce qui, l’elenco dei guai di questo sciagurato Paese. “Il prezzo del gas che sfonda quota 100 euro e che avrà ricadute pesantissime sulle bollette di famiglie e imprese. Lavoratori, pensionati, giovani, donne che vedono come un miraggio la possibilità di arrivare a fine mese e che vengono privati di diritti sociali fondamentali a causa di un welfare reso sempre meno pubblico e meno universalistico: questa è la condizione materiale in cui versa l’Italia”.

“Un altro pianeta”

“Di fronte a dati di realtà così drammatici, la manovra di bilancio, di cui è stato finalmente pubblicato il testo ufficiale, sembra scritta dal governo di un altro paese, per non dire di un altro pianeta”. Così tuonano dal sindacato caro al segretario generale Maurizio Landini. Che denuncia. “Siamo al di là delle peggiori aspettative: si accelerano declino del Paese e impoverimento della stragrande maggioranza dei cittadini, anziché porvi rimedio. È un futuro a cui non abbiamo alcuna intenzione di rassegnarci. E che, con la partecipazione e la mobilitazione di lavoratori, pensionati, giovani generazioni, a partire dallo sciopero generale del 20 novembre, abbiamo tutta l’intenzione di cambiare radicalmente”.

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