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Cronaca

Mirano, anni di violenze e minacce contro la compagna: arrestato 43enne

La donna ha raccontato ai carabinieri un incubo durato anni tra percosse, umiliazioni e minacce di morte

di Enzo Ricci -


Nel silenzio delle mura domestiche, secondo l’accusa, si consumava da anni una spirale di violenza fatta di insulti, percosse e intimidazioni. Per questo un uomo di 43 anni di Mirano è stato arrestato dai carabinieri su disposizione della Procura di Venezia e trasferito nel carcere di Santa Maria Maggiore. Deve rispondere di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna convivente.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari al termine di un’attività investigativa avviata dopo un intervento dei militari nell’abitazione della coppia. I carabinieri erano stati chiamati per sedare una violenta lite domestica. In quel contesto la donna ha trovato il coraggio di rompere il silenzio e raccontare ciò che, secondo la sua denuncia, andava avanti da anni.

Un incubo iniziato nel 2020

Agli investigatori la vittima ha riferito di essere stata aggredita dal compagno al termine dell’ennesimo litigio, alla presenza della figlia minorenne. Ma quell’episodio sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna sarebbe stata sottoposta dal 2020 a un regime di vessazioni continue, caratterizzato da aggressioni fisiche e verbali, minacce di morte, ingiurie e comportamenti umilianti tali da compromettere profondamente la sua libertà personale. Nel fascicolo confluiscono diversi episodi denunciati dalla parte offesa. In una circostanza l’uomo le avrebbe scagliato contro il telefono cellulare colpendola alla testa. In altre occasioni l’avrebbe immobilizzata afferrandola per i polsi, sputandole addosso e colpendola con calci durante discussioni degenerare in violenza.

Per gli investigatori il quadro emerso descrive una condotta reiterata e una pericolosità tale da rendere necessario un intervento immediato dell’autorità giudiziaria. La misura cautelare è stata disposta per evitare il rischio che le presunte condotte violente e minacciose potessero ripetersi. Dopo le formalità di rito, il quarantatreenne è stato accompagnato nella casa circondariale veneziana di Santa Maria Maggiore, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’inchiesta prosegue per accertare nel dettaglio tutti gli episodi denunciati dalla donna e ricostruire anni di presunti maltrattamenti consumati tra le pareti di casa.

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