Il doppio scudo dello Stato: dignità per l’assolto, difesa per chi indossa la divisa
Dalla proposta Costa contro il fango mediatico al presidio di Tajani a Milano: la linea liberale che difende le garanzie e protegge le piazze
Enrico Costa, durante la presentazione del Comitato SìSepara, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, per sostenere la riforma della giustizia in vista del referendum 2026. Roma, 12 novembre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
La proposta Costa: stop al fango mediatico e dignità per l’assolto
L’attività parlamentare ha appena portato a compimento l’iter di un provvedimento di grande civiltà: la proposta di legge del capogruppo alla Camera Enrico Costa sulla pubblicazione delle sentenze di assoluzione. Un testo che punta a mettere un punto fermo contro il linciaggio mediatico, stabilendo che all’archiviazione o all’assoluzione di un cittadino venga data la stessa identica evidenza riservata in precedenza all’avviso di garanzia. Come sottolineato dai capigruppo e dai vertici istituzionali, non si può tollerare che il sospetto sopravviva alla verità giudiziaria.
Per troppi anni la cronaca giudiziaria italiana ha vissuto di un perverso automatismo: l’accusa strombazzata in prima pagina e le forche caudine dell’opinione pubblica prima della toga. Poi, il silenzio. Quando interviene una sentenza di assoluzione in formula piena, la notizia scivola via nei trafiletti. La norma promossa da Costa corregge finalmente questo squilibrio, ricordando che informare significa raccontare l’intera storia e non soltanto il momento dell’indagine, ponendo un freno a una vera e propria barbarie mediatica che colpisce ogni anno cinquecentomila cittadini tra assoluzioni e archiviazioni.
La difesa della piazza: lo Stato non arretra di fronte al caos
Ma il garantismo non è mai a senso unico e non tollera il caos. La stessa matrice valoriale impone la massima fermezza quando si tratta di proteggere lo spazio pubblico e chi lo difende in divisa.
Gli eventi che hanno scosso le piazze nel fine settimana del 17-18 ottobre mostrano il confine invalicabile tra il diritto di manifestare e la violenza di chi scambia un corteo per un assalto. La professionalità e lo spirito di sacrificio delle Forze dell’Ordine si sono rivelati decisivi per scongiurare incidenti gravi, sventando la strategia di manifestanti pronti allo scontro. Proteggere le famiglie che passeggiano in centro ed evitare che i commercianti debbano barricarsi di fronte ad assalti e vetrine infrante è una condizione essenziale di libertà.
Tajani a Milano e le sentenze di assoluzione: la risposta dello Stato di diritto
Non è un caso che il Segretario di Forza Italia e Ministro Antonio Tajani si sia recato a Milano – dove il week-end tra il 17 e il 18 ottobre era stato drammatico – per portare il proprio ringraziamento direttamente sul campo: dalla Caserma Montebello alla Prefettura, passando per Questura, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Un presidio rafforzato anche dai 500 paracadutisti inviati dal governo, con i reparti della Brigata Folgore impegnati nell’operazione Strade Sicure. Il messaggio delle istituzioni è netto, riassunto dalle parole di Tajani: il diritto di scendere in piazza è sacro, ma non quello di distruggere quello che ci si trova davanti, e non si può mettere a ferro e fuoco una città.
Tornare a vedere famiglie e passeggini in Piazza Duomo, grazie anche al lavoro del sottosegretario Matteo Perego insieme alle divise, e garantire che un innocente non veda la propria reputazione distrutta rispondono alla medesima visione. È la risposta dello Stato di diritto al populismo e alla violenza: la forza delle garanzie di fronte al sospetto e la presenza ferma delle regole a difesa della convivenza civile.
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