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Economia

2026, fuga dalle crypto: già prelevati quasi 5 miliardi dopo il furto a Binance

Scatta la corsa allo sportello dopo il maxi furto dei giorni scorsi

di Giovanni Vasso -


Aggiornamento ore 15.00. Piove sul bagnato per Binance e, più in generale, per il mondo crypto. Stando ai dati della piattaforma di analisi DefiLlama, la corsa allo sportello è proseguita. E adesso i prelievi sfiorano i 5 miliardi di dollari, attestandosi per la precisione a 4,9 miliardi. Una quantità di denaro pari a quasi il 3% degli asset custoditi dalla stessa società di exchange. Che continua a predicare calma e prudenza. Ma dopo il colpo gobbo attribuito ai nordcoreani, e dopo la graduale riapertura ai prelievi, prima coi token quindi in valute come dollari e dirham, la sfiducia cresce e la corsa allo sportello prosegue.

2026: fuga dalle crypto

Dopo il maxifurto alla piattaforma di Binance, è scattata la corsa allo sportello (virtuale, ovvio), da parte degli investitori. In pochi giorni, stando a quanto riporta la Bbc, sono già stati ritirati investimenti per poco più di 3,6 miliardi di dollari. È una cifra enorme, mostruosa. E potrebbe essere solo l’inizio, nonostante le rassicurazioni di prammatica che arrivano dalla società. Che su X ha snocciolato numeri impressionanti, che fanno scattare più di un campanello d’allarme sulla tenuta del sistema.

I numeri (choc) di Binance: è solo l’inizio?

“Tra le 6 e le 15.30 del 1° novembre – hanno scritto da Binance – abbiamo elaborato prelievi da 4,649 miliardi di dollari e depositi per 1,01 miliardi con un conseguente deflusso netto di circa 3,64 miliardi di dollari”. Illudersi, o autoilludersi, è un modo per esorcizzare la grande paura. Parlano di picco e di stabilizzazione. La matematica si può piegare a ogni interpretazione, per carità, ma i numeri rimangono numeri: i prelievi solo di ieri, per di più di domenica che è giorno festivo, sono stati pari al 2% dell’intera massa di asset in gestione. Che, complessivamente, valgono fino a 153 miliardi di euro. Poco? Per niente.  

È sicuro investire in crypto?

Eccola, la domanda delle mille pistole. Il tema della sicurezza che, praticamente da sempre, accompagna il mondo (più o meno) fatato delle crypto. Gli scandali non sono mai mancati. Il più eclatante è stato quello che s’è sviluppato attorno all’ex ragazzino prodigio Sam Bankman Fried, passato in pochi anni da re degli exchange con la piattaforma di Ftx, al carcere. È stato condannato a 25 anni di carcere con l’accusa di aver letteralmente rubato otto miliardi di dollari agli investitori. E poi la questione del crac di Terra che ha fatto tremare la Corea del Sud e non solo. Adesso, a queste paure legate alla speculazione e ai rischi finanziari si aggiungono altri timori, di altro genere. Paure legate alla cybersecurity, alla sicurezza dei propri investimenti.

Le rassicurazioni e lo scenario

Binance s’è impegnata a restituire tutte le crypto rubate. Il furto (digitale) del secondo assomma a 6,3 miliardi di dollari e i denari saranno resi ai derubati attingendo a fondi propri, già il 95% sarebbe stato coperto. Tuttavia ora scattano, e continuano, i prelievi, la corsa allo sportello. In pratica, questo “giochino” è già costato (ed è una stima superficiale) già dieci miliardi di dollari. L’Fbi ha indicato in un gruppo preciso, TraderTraitor, gli autori del colpo gobbo. Sarebbero hacker legati alla Corea del Nord, che ormai pare essersi specializzata in questo genere di attacchi.

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