India, il ciclone Murasu travolge la costa, 30.000 persone evacuate d’urgenza
Dopo il passaggio della tempesta Arnab un nuovo devastante evento atmosferico sferza L 'Andhra Pradesh e il Tamil Nadu.
@ANSAfoto
La costa orientale dell’India vive ore di altissima tensione per l’arrivo del ciclone Murasu. Il potente sistema tempestoso ha toccato terra spingendosi con violenza tra i territori dell’Andhra Pradesh e del Tamil Nadu. Si tratta del secondo evento estremo nel giro di appena sette giorni. La popolazione locale affronta ora un rischio idrogeologico senza precedenti.
Una nuova tempesta devasta la costa orientale
Il passaggio del ciclone Murasu ha portato venti sostenuti oltre i 110 chilometri orari. Le raffiche più intense hanno persino superato i 125 chilometri orari lungo tutta la linea costiera. Le piogge torrenziali stanno sferzando centri urbani e zone rurali senza sosta. Questa nuova emergenza meteorologica arriva a brevissima distanza dal ciclone Arnab. Quella prima tempesta aveva già causato danni enormi e sette vittime accertate. Oltre 180.000 residenti avevano dovuto abbandonare le proprie abitazioni soltanto una settimana fa.
Evacuazioni di massa e trasporti bloccati
Le autorità locali hanno reagito con massima rapidità per ridurre al minimo il pericolo per la popolazione. Oltre 30.000 persone sono state evacuate d’urgenza verso centri di accoglienza temporanei e strutture sicure. Nelle province a rischio è scattata la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività didattiche. I trasporti pubblici hanno subito pesanti interruzioni, con diverse tratte ferroviarie bloccate per motivi di sicurezza. Il divieto di navigazione per i pescatori resta assoluto a causa delle violente mareggiate.
Allarme inondazioni e terreni saturi d’acqua
La preoccupazione maggiore per i soccorritori riguarda l’estrema fragilità del terreno. Il suolo della regione è già completamente saturo d’acqua a causa delle precedenti precipitazioni. Le nuove piogge battenti rischiano di provocare alluvioni lampo ed estesi allagamenti nei centri abitati. Le squadre di soccorso operano senza sosta per monitorare i corsi d’acqua principali. Il pericolo di frane nelle zone collinari resta altissimo.
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