Le curiosità più particolari che arrivano direttamente dai vari Stati statunitensi
Dietro i grandi temi della politica nazionale, le elezioni americane nascondono una serie di retroscena bizzarri e candidati a dir poco singolari. Viaggio in alcuni Stati alla scoperta delle storie più assurde e curiose di questa campagna elettorale.
NEBRASKA
Mentre la maggior parte dei politici spende milioni di dollari in pubblicità per mostrarsi vincente, in Nebraska sta spopolando la campagna elettorale di Dan Osborn, un candidato indipendente per il Senato.
Finito nella bufera per un audio rubato in cui diceva che “la vita dei sostenitori di Trump fa schifo”, Osborn ha sorpreso tutti durante un’intervista con il The Washington Post. Invece di negare o arrampicarsi sugli specchi, ha solidarizzato con gli elettori dichiarando: “Quel commento nasce dalla rabbia. Anche la mia vita fa schifo: i costi sono troppo alti, io sono con loro”. Un singolare colpo di scena politico per dimostrare che, nonostante lo scivolone, lui resta un lavoratore comune schiacciato dal carovita, esattamente come la gente che vuole rappresentare.
Questa totale assenza di filtri e la sua retorica anti-establishment lo hanno trasformato in un fenomeno mediatico nazionale, dimostrando che l’elettore americano medio del 2026 preferisce la vulnerabilità alle promesse patinate.
INDIANA
Durante un dibattito elettorale, la candidata democratica Jaime West è diventata un caso politico nazionale dopo aver attaccato duramente i rivali, urlando che avrebbe “licenziato tutti i repubblicani” e ricordando con foga che “anche i democratici hanno le armi”. Incalzata in diretta nel talk show di Piers Morgan sul suo evidente stato di alterazione, la West ha confessato la verità molto onestamente: “Avevo bevuto tre birre di fila prima di salire sul palco, ero troppo nervosa”. Anziché scusarsi, la candidata ha rivendicato ogni parola, trasformandosi all’istante in un idolo social per l’ala progressista più tenace.
ALASKA
Qui esiste un vero e proprio giallo dei “due Dan Sullivan”. Accanto al senatore repubblicano uscente, Dan S. Sullivan, sulla scheda elettorale compare un secondo candidato indipendente: si chiama anche lui Dan J. Sullivan ed è un insegnante elementare in pensione che vive in un villaggio di pescatori isolato.
Un’inchiesta del New York Times ha svelato che lo staff della sfidante democratica, Mary Peltola, avrebbe setacciato i registri elettorali proprio per reclutare un “candidato clone” con lo stesso nome del rivale, sfruttando il complesso sistema di voto dell’Alaska per confondere gli elettori e sottrarre voti decisivi al senatore. La Peltola ha respinto le accuse, ma la vicenda ha provocato uno scontro istituzionale senza precedenti, spingendo persino il Dipartimento di Giustizia a intentare una causa, poi respinta da un giudice federale, per congelare la certificazione del voto in caso di scarto minimo.
NEW JERSEY
La democratica LaMonica McIver corre per il seggio affrontando una complicata situazione giudiziaria. È stata infatti incriminata per aggressione federale dopo uno scontro fisico con gli agenti che stavano arrestando il sindaco di Newark, lasciando gli elettori di fronte al paradosso di votare una candidata che rischia il carcere.
COLORADO
Il repubblicano Victor Marx fa discutere i media nazionali per il suo profilo fuori dagli schemi. Oltre a definirsi un esorcista capace di liberare le persone via telefono, ha ammesso in TV di aver ucciso in passato per legittima difesa, liquidando le domande dei giornalisti con una frase gelida: “Il numero esatto di persone che ho ucciso è irrilevante”.
TEXAS
La corsa di Brandon Herrera, lo YouTuber delle armi noto come “The AK Guy”, ha travolto i Repubblicani del Texas. Conquistata la candidatura ufficiale a colpi di provocazioni web e meme dissacranti sul nazismo utilizzati per raccogliere fondi, l’influencer trentenne ha trasformato il voto in un esperimento mediatico senza precedenti. Gli avversari hanno invaso le strade di cartelloni con le sue citazioni internet più scioccanti per affondarlo, ma i vertici del partito hanno fatto quadrato intorno a lui.
MICHIGAN
Il candidato ufficiale dei Repubblicani per la Camera, Tom Smith, ha formalmente sospeso la sua campagna elettorale mesi fa, abbandonando la corsa e invitando i suoi sostenitori a convergere su un altro nome. Tuttavia, a causa dei rigidissimi termini di legge dello Stato, il suo nome è rimasto impresso sulle schede cartacee. Smith rischia così di trasformarsi in un clamoroso “candidato fantasma” capace di drenare preferenze decisive e decidere, suo malgrado, il vincitore del seggio pur avendo rinunciato alla poltrona di Washington.
FLORIDA
In Florida tra i candidati spicca una leggenda della musica hip-hop degli anni ’80 e ’90: Luther Campbell, storico leader della band 2 Live Crew,noto come Uncle Luke. La sua band fu al centro di un famosissimo processo penale per oscenità a causa dei testi espliciti dei loro album. Oggi, l’ex re del rap trasgressivo corre per un seggio a Washington sfidando i politici di professione e facendo leva proprio sul suo passato di “censurato che ha sconfitto il sistema.
Il voto del 3 novembre 2026 non serve solo a scegliere i politici, ma anche a decidere su leggi locali decisamente insolite. A Washington D.C. per esempio, si vota il bando totale del foie gras, il fegato d’oca, da tutti i ristoranti della capitale. In Idaho un referendum chiede ai cittadini di scegliere e inserire nella Costituzione l’arma da fuoco ufficiale dello Stato tra sei modelli storici tra cui la Colt e il Garand. In Wisconsin si cerca di abolire il “Veto Frankenstein”, un superpotere che permette al governatore di cancellare singole lettere o cifre dalle leggi di bilancio per stravolgerne il significato.
Mentre i politologi analizzano freddi dati e percentuali, la realtà del voto americano si conferma un vero e proprio un reality show. Tra esorcisti telefonici, cloni sulla scheda, rapper censurati e referendum sul fegato d’oca, le urne d’oltreoceano dimostrano che, prima ancora dei seggi, la vera conquista è attirare l’attenzione di un elettorato ormai abituato a tutto.
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