Aerospazio: è boom dei brevetti italiani
I dati della ricerca Unioncamere-Dintec alla Bex di Rimini
Boom brevetti aerospazio. Non saremo più un popolo di santi e di poeti ma rimaniamo, pur sempre, grandi inventori e navigatori appassionati, sì ma dei cieli e dello spazio. Da una ricerca Unioncamere-Dintec presentata alla Bex, Beyond Exploration Expo di Rimini, è emerso che in poco più di venticinque anni hanno, letteralmente, preso il volo i nuovi brevetti aerospaziali “italiani”. I numeri parlano chiaro. Dal 2001 al 2025, i brevetti afferenti al comparto sono più che raddoppiati raggiungendo un trend mostruoso pari al 112,7 per cento.
Aerospazio, il boom dei brevetti
Si tratta di un dato già rilevantissimo di per sé a cui però se ne deve accompagnare ancora un altro: quello relativo al Cagr, il Compound annual growth rate che misura la crescita media dei depositi, e che è in salita del 3,2%. Per intenderci, i dati complessivi fotografano un aumento delle domande pari a un ragguardevole 49% con un Cagr che raggiunge l’1,70%. I numeri “reali” non ridimensionano la crescita del comparto. Le domande “aerospaziali” sono state 3.605 a fronte delle quasi 101mila presentate. Una percentuale che supera il 3,5%.
Le aree di sviluppo
Tra i “temi” maggiormente attenzionati dalla ricerca ci sono stati, oltre ai veicoli e alle infrastrutture aerospaziali, quelli legali alle tecnologie digitali per la comunicazione. E per la navigazione e il controllo. Insomma, tutto ciò che afferisce le reti, la sicurezza dei collegamenti, dai radar fino al wireless. Un ruolo centrale è stato rappresentato dall’elaborazione digitale dei dati, che copre il 22,7% delle domande. E dalla trasmissione digitali delle informazioni, pari a poco più del 15% del totale di tutto il comparto.
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