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Economia

Affitti brevi, la proposta Ue fa paura: “Attacco alla proprietà privata”

di Paolo Diacono -


Affitti brevi, si parte con la stangata Ue. È un coro di no quello che arriva subito dopo la presentazione dell’Affordable Housing Act, il nuovo regolamento che Bruxelles promuove con l’obiettivo di trovare una casa a tutti i cittadini europei. Un traguardo che è già ambizioso di per sé, e che a quanto pare è reso ancora più irraggiungibile da ciò che (non) c’è dentro il progetto presentato in tarda mattinata dal commissario alla Casa Dan Jorgensen. Che, pronti via, è stato immediatamente travolto dalle polemiche.

Affitti brevi e “attacco alla proprietà”

Il piano proposto dalla Ue non piace a nessuno. Gli affitti brevi rappresentano il cuore del problema individuato dalla Commissione Ue. Il regolamento darebbe la possibilità agli enti locali di limitare l’offerta “turistica”. In pratica decidono, in buona sostanza, sindaci e uffici tecnici comunali. Che possono dire ai proprietari degli immobili cosa farne. E, in definitiva, possono pure arrivare a “chiudere” gli alloggi temporanei e l’offerta delle abitazioni a breve termine. Tutto molto bello, peccato però che l’Europa sia ancora un continente in cui la proprietà privata dovrebbe pur valere qualcosa.

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La difesa di Jorgensen

“Una casa non è fatta solo di quattro mura e un tetto. È sicurezza, calore, un luogo per la famiglia e gli amici. È un senso di appartenenza. Ma per troppi europei oggi, la casa è diventata fonte di ansia. Può significare debiti o incertezza”, ha detto Ursula von der Leyen attingendo al suo repertorio di banalità da twit. Jorgensen, però, s’è dovuto sorbire una sequela di critiche ferocissime. A cui ha tentato di dare risposte: “Gli affitti brevi sono un’idea valida”, ha detto e la Commissione Ue “non intende affatto contrastarli in quanto tali”. Beato chi ci crede.


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