Affitti fuori controllo: a Milano divorano il 73% dello stipendio
Il capoluogo lombardo ha perso la sfida dell'abitare
L’allarme Cna sulla crisi dell’abitare: affitti fuori controllo, specialmente a Milano.
L’allarme Cna
Non è più soltanto una questione immobiliare. Per la Cna l’emergenza casa sta diventando uno dei principali freni alla crescita economica italiana. I numeri raccontano una realtà sempre più difficile. Dal 2019 al 2025 gli affitti sono aumentati fino a cinque volte più velocemente dei salari, rendendo sempre più complicato vivere e lavorare nelle città più attrattive del Paese.
L’analisi realizzata dalla Cna sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate evidenzia un divario crescente tra il costo delle abitazioni e il potere d’acquisto delle famiglie. Mentre le retribuzioni nette sono cresciute mediamente tra il 7% e il 15%, i canoni di locazione per un appartamento standard di 70 metri quadrati hanno registrato rincari compresi tra il 19% e quasi il 50%.
Milano la città più cara
A guidare la classifica degli aumenti sono Milano e Firenze, dove gli affitti sono cresciuti del 49% rispetto al 2019. Oggi per un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e circa 1.340 euro in quello toscano. Seguono Bologna, Venezia, Padova, Napoli, Verona e Roma, tutte caratterizzate da incrementi molto superiori alla crescita dei redditi.
Il dato più preoccupante riguarda però il rapporto tra affitti e stipendi. A Milano il canone medio assorbe il 73% della retribuzione netta mensile. A Firenze si arriva al 62%, mentre a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa l’affitto supera stabilmente la soglia del 50% dello stipendio.
Affitti fuori controllo
Secondo la Cna, questa dinamica rischia di compromettere la competitività dei territori più dinamici. Sempre più imprese, soprattutto micro e piccole aziende, segnalano difficoltà nel trovare lavoratori qualificati disposti a trasferirsi nelle grandi città. Il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrarre talenti.
L’associazione chiede un piano strutturale per l’abitare che punti ad aumentare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la riqualificazione urbana. Il rischio, avverte Cna, è quello di città sempre più ricche ma sempre meno accessibili, incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze essenziali per lo sviluppo del Paese.
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