Trump torna a giocare coi dazi: 50% in più al Canada
Mondiali finiti, Trump riprende la guerra commerciale a colpi di aumenti dei dazi: le ragioni dello scontro col Canada
Finiti i mondiali 2026, Donald Trump torna a giocare coi dazi e minaccia, ora, il Canada. La Casa Bianca ha intenzione di imporre tariffe aggiuntive, pari al 50%, per una lunga serie di beni e prodotti canadesi. Cemento, mazze da hockey: chi più ne ha più ne metta. E tutto perché, secondo Trump, le province canadesi avrebbero ingaggiato una guerra contro i prodotti americani. Rendendo più difficile, e dispendioso, l’export di formaggio Usa, superalcolici americani e, naturalmente, le automobili degli States. Su questo, The Don non transige e torna a mostrare il ghigno a Ottawa.
Trump gioca coi dazi: ora tocca al Canada
L’annuncio di Donald Trump sui nuovi dazi al Canada non ha colto troppo di contropiede il governo locale. Il primo ministro, il banchiere di ferro Mark Carney, ha affermato di avere intenzione di intensificare il dialogo con la Casa Bianca per trovare, quanto prima, una soluzione al nuovo problema ventilato da Washington. Sarebbe un errore, però, considerare la mossa di Carney come una resa a Trump e ai suoi dazi. “Il Canada ha avanzato una serie di proposte dettagliate e complete per risolvere la controversia e modernizzare l’accordo”, ha puntualizzato. “Siamo pronti a intensificare le discussioni nelle prossime settimane”.
Cosa rientra nelle nuove tariffe
I nuovi dazi di Trump minacciati al Canada riguardano una vera e propria “vagonata” di beni e prodotti dell’economia canadese. Si parte dalle forniture sportive, si passa al vino e quindi al cemento. Restano fuori l’energia, i minerali critici e il potassio. Non si toccano le importazioni di pesce dal Canada. Complessivamente, le tariffe interesseranno un giro d’affari stimato in circa venti miliardi di dollari. Ora tocca agli sherpa trovare una soluzione. Entrambi i Paesi hanno solo interesse a comporre la diatriba e a riprendere rapporti commerciali quantomeno accettabili.
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