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Difesa: Lisbona compra italiano, “ora salto di qualità”

Il Portogallo compra tre fregate Fremm Evo da Fincantieri. Meloni: "Europa può rafforzare autonomia se investe nelle sue aziende"

di Cristiana Flaminio -


L’industria della Difesa deve “fare un salto di qualità”. Le produzioni d’eccellenza, l’Europa, le tiene in casa. A cominciare proprio dall’Italia. La premier Giorgia Meloni ieri ha annunciato l’intenzione del governo portoghese di acquistare ben tre fregate Fremm Evo da Fincantieri. “È un riconoscimento dell’eccellenza dell’industria italiana, ma anche la dimostrazione che l’Europa può rafforzare la sua autonomia investendo nelle capacità industriali e tecnologiche che hanno le sue aziende”, ha affermato la premier nelle dichiarazioni congiunte con l’omologo lusitano Luis Montenegro. Si tratta di un investimento da tre miliardi di euro. Soldi che rimarranno in Europa. L’autonomia passa anche, se non soprattutto, da questo. Dalla capacità di fare sistema e, mai come adesso, di far da sé. Su scala continentale.

La Difesa e le ambizioni europee

Ed è proprio tenendo in mente questa necessità che Leonardo si è presentata ieri al Farnborough International Airshow, il salone internazionale dell’aeronautica, che durerà fino al 24 luglio. L’amministratore delegato nonché dg Lorenzo Mariani ha affermato che il gruppo italiano dell’aerospazio arriva alla fiera dell’Hampshire, in Inghilterra, “forte di una crescita che accelera la capacità produttiva e valorizza i principali programmi strategici”. E non basta: “Il Gruppo presenta un portafoglio di sistemi progettati per operare in un contesto multidominio. Un ruolo rafforzato dalla consolidata presenza industriale nel Regno Unito, dove conta quasi 10mila dipendenti e un’importante filiera di fornitura”.

Leonardo nel Regno Unito

La sfida è di quelle che vanno onorate fino in fondo: “Stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione dello scenario internazionale, che richiede una risposta industriale sempre più solida, innovativa e tempestiva. Rafforzare la capacità produttiva, rendere più resilienti le catene di fornitura, accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie e investire nelle competenze sono condizioni essenziali per sostenere la crescita del settore e rispondere alle nuove esigenze di sicurezza”. Ecco, appunto. L’Europa non si può più permettere di appaltare ad altri la propria sicurezza. Che passa, innanzitutto, dalle capacità produttive del comparto industriale europeo della Difesa. Leonardo, ha detto Mariani, “affronta questa sfida coniugando il potenziamento della propria base industriale con una cooperazione internazionale sempre più forte. Innovazione, velocità di esecuzione e alleanze strategiche sono fattori chiave per sviluppare le capacità richieste dallo scenario attuale e contribuire alla sicurezza globale”.

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