Cultura & Spettacolo

Aldo Dalla Vecchia: “Vi racconto 70 anni di televisione”

di Nicola Santini -


Dopo aver dedicato, nel 2023, due saggi al piccolo schermo (“La tivù è tutta scritta? Il mestiere di autore”, Isenzatregua edizioni, e “L’occhio magico. Breve storia della televisione italiana”, Graphe.it), il giornalista e autore televisivo Aldo Dalla Vecchia (suoi, negli ultimi 36 anni, un’infinità di programmi per Mediaset, ma anche per Rai, Sky, Real Time), torna a occuparsi del suo medium preferito, il piccolo schermo, e lo fa da una prospettiva particolare e ancora poco indagata: le origini piemontesi della televisione.

Il suo nuovo libro, il ventitreesimo, s’intitola “La tele a Torino” (la bellissima illustrazione di copertina è dell’artista Ernesto Anderle), ed è pubblicato dalla piemontese Buendia Books. Il saggio esce, non a caso, il giorno stesso del settantesimo compleanno della tivù, nata domenica 3 gennaio 1954, e racconta il fondamentale legame del capoluogo piemontese con il piccolo schermo fin dalle origini, anzi da molto prima. “La tele a Torino” si compone di cinque capitoli. Il primo, “La preistoria sabauda della tivù”, è dedicato alle sperimentazioni di trasmissione delle immagini ben prima della nascita ufficiale dei programmi, già negli anni Venti del Novecento.

Il secondo è un “Dizionario minimo dei piemontesi che hanno frequentato la televisione”, e comprende 83 personaggi notissimi come Mike Bongiorno (l’adorata mamma Enrica Carelli era torinese), Umberto Eco, Padre Mariano, Alba Parietti, Rita Pavone; ma anche nomi meno conosciuti, uno su tutti Lidia Pasqualini, udinese di nascita ma torinese di adozione, che dopo aver studiato alla scuola di recitazione dell’Eiar, partecipò per tutti gli anni Trenta ai primi esperimenti di “radiovisione”, come si chiamava allora, fino all’interruzione a causa dell’esplodere della Seconda Guerra Mondiale.

Il terzo capitolo è costituito da interviste realizzate per l’occasione a personaggi femminili-mito, come la regista (la prima in assoluto!) Alda Grimaldi, da poco scomparsa all’età di 104 anni, che ha firmato cult televisivi come “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero” (1961); e la conduttrice Enza Sampò, la più elegante e pacata dei primi 70 anni della tivù. Completa il trittico un omaggio all’indimenticabile Raffaella Carrà, che l’autore del libro aveva conosciuto a Torino in occasione de Il Gran Concerto, un programma di musica classica per ragazzi di cui la Carrà era autrice.

Il quarto capitolo è dedicato al Museo della Radio e della Televisione che ha sede nel capoluogo piemontese, diretto dall’infaticabile Alberto Allegranza, e che è un vero e proprio scrigno di meraviglie multimediali: dal primo annuncio radiofonico, domenica 6 ottobre 1924, alla scenografia di “Quelli che il calcio”; dai costumi di scena di Raffaella Carrà a “Canzonissima” 1971 e 1974, all’abito con cui Rosanna Vaudetti fu protagonista del primo annuncio televisivo a colori, il 26 agosto 1972.

Completa il volume un racconto inedito di genere crime, Questione di fili, di ambientazione torinese, protagonista naturalmente la televisione. “La tele a Torino” non sarà l’unico libro che Dalla Vecchia dedicherà al piccolo schermo nel 2024. Ne sono annunciati altri due, diversissimi per genere e formato: il primo in primavera, il secondo in autunno.


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