Allarme Cia: i giovani fuggono dai campi
Nonostante l'agricoltura moderna sia intrisa di tecnologia, nell'immaginario dei ragazzi resta un settore "di serie B"
Il 91% degli italiani teme il dissesto idrogeologico e riconosce nell’agricoltore il “custode” del suolo: eppure, secondo la Cia tra i giovani la terra non ha appeal, solo il 9% la sceglie come carriera, preferendo il digitale o la Pa.
Come sta l’agricoltura?
L’Italia si scopre un Paese consapevole della propria fragilità, ma incapace di garantire il ricambio generazionale in quello che ritiene il settore più strategico per la propria sicurezza. È questo il paradosso emerso dall’indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”.
Gli italiani credono nella tutela del suolo
La preoccupazione per frane, alluvioni e cambiamenti climatici è ormai un sentimento di massa. Ttre italiani su quattro ritengono che il rischio sia peggiorato negli ultimi anni. La survey evidenzia come l’opinione pubblica abbia individuato nell’abbandono delle aree agricole una delle cause principali del dissesto.
L’agricoltore come “manager del territorio”: l’89% dei cittadini lega l’aumento dei rischi idrogeologici alla scomparsa delle aziende agricole nelle aree fragili.
Ancora, l’80% degli intervistati è favorevole a investimenti pubblici per sostenere chi coltiva, considerandola una forma di sicurezza collettiva.
Le priorità per gli italiani? L’agricoltura è essenziale per la manutenzione del suolo (58%) e la cura attiva del paesaggio (54%).
Il paradosso dei giovani: primi in Eu, ma ultimi nelle preferenze
Sebbene l’Italia vanti spesso il primato europeo per numero di giovani titolari di aziende agricole, l’indagine Cia rivela una controtendenza preoccupante sul piano delle intenzioni.
Tra gli studenti e i Neet(chi non studia né lavora), l’agricoltura è ferma a un marginale 9% di preferenze occupazionali, schiacciata dalla competizione con il settore digitale (19%) e il marketing (22%).
Perché questo distacco?
Nonostante l’agricoltura moderna sia intrisa di tecnologia, nell’immaginario dei ragazzi resta un settore “di serie B”, percepito come stabile ma poco dinamico. Viene indicata come il comparto meno influenzabile dall’intelligenza artificiale (39%), una visione che la marginalizza rispetto ai percorsi lavorativi considerati più innovativi.
La ricetta Cia: staffetta intergenerazionale e nuove srl
Il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, ha ribadito che il problema è tanto strutturale quanto culturale. Per evitare che le aree interne restino presidiate solo da agricoltori anziani senza successori.
L’organizzazione propone una staffetta generazionale, con meccanismi di affiancamento tra vecchi e nuovi agricoltori sostenuti da incentivi fiscali. In più, una forma di srl con co-investimento dello Stato per abbattere le barriere d’ingresso.
E ancora, una formazione continua su intelligenza artificiale, business plan e finanza. E una dignità pensionistica. Un aumento delle pensioni minime agricole per permettere agli anziani di lasciare spazio ai giovani con dignità economica.
Senza un cambio di narrazione che trasformi la “fatica della terra” in “imprenditoria territoriale ad alto valore tecnologico”, il rischio è che il territorio italiano resti senza i suoi custodi più necessari.
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