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Alpini ancora nel mirino a Genova. Cosa c’è davvero dietro la polemica dei volantini contro l’Adunata

Volantini anonimi, accuse di molestie e tensione politica alla vigilia dell’Adunata degli Alpini a Genova.

di Marzio Amoroso -


L’Adunata nazionale degli Alpini a Genova, attesa da mesi come grande evento di massa e di identità collettiva, si è trasformata in un caso politico e mediatico. Nel centro storico del capoluogo ligure sono comparsi volantini e scritte ostili agli Alpini, con accuse pesanti e toni provocatori, che hanno immediatamente acceso lo scontro tra maggioranza, opposizione e associazioni.

I volantini contro gli Alpini apparsi nel centro storico

A pochi giorni dall’Adunata nazionale degli Alpini a Genova, in diverse vie del centro storico, in particolare nell’area dei caruggi, sono stati affissi volantini anonimi con messaggi duri contro il corpo degli Alpini. I testi richiamano esplicitamente il tema delle presunte molestie durante alcune precedenti adunate, accusando gli Alpini di comportamenti sessisti e irrispettosi. Parallelamente, sui muri sono comparse scritte con toni analoghi, spesso sintetiche ma molto aggressive, pensate per colpire l’immaginario pubblico proprio alla vigilia dell’arrivo in città di decine di migliaia di penne nere. Le affissioni non risultano autorizzate e sono oggetto di interventi di rimozione da parte del Comune, mentre le scritte vengono progressivamente cancellate dai servizi di pulizia urbana. Il carattere anonimo dell’azione e la scelta dei luoghi, zone di forte passaggio pedonale, indicano una chiara volontà di massimizzare l’impatto simbolico e mediatico.

Lo scontro politico in Comune e le accuse incrociate

La polemica “Alpini Genova” è esplosa in Consiglio comunale. Esponenti del centrodestra hanno chiesto una condanna netta e formale dei volantini e delle scritte contro gli Alpini, presentando ordini del giorno che difendono l’onore del corpo e dell’Adunata nazionale. Dall’altra parte, alcune voci dell’opposizione hanno denunciato il rischio di trasformare un dibattito complesso, che tocca anche il tema delle molestie e del sessismo, in una contrapposizione ideologica semplificata.

Il confronto si è rapidamente polarizzato: da un lato chi parla di “attacco alla storia e ai valori degli Alpini”, dall’altro chi chiede di non oscurare, dietro la retorica celebrativa, le denunce arrivate negli ultimi anni da singole donne e associazioni. Il risultato è un clima teso, in cui ogni parola viene letta come schieramento pro o contro l’Adunata.

Sicurezza, telecamere e indagini sugli autori dei volantini

Sul piano operativo, la discussione si è spostata anche sulla sicurezza. Alcuni rappresentanti politici hanno chiesto di utilizzare le telecamere di videosorveglianza per individuare gli autori dei volantini e delle scritte, ipotizzando eventuali reati legati alle affissioni abusive o al danneggiamento.

Nonostante questi vergognosi attacchi la macchina organizzativa dell’Adunata nazionale degli Alpini a Genova prosegue, sono previste chiusure di scuole, modifiche alla viabilità e la sospensione di alcuni mercati rionali, decisioni che hanno già generato malumori tra commercianti e ambulanti.

Il nodo delle molestie e la risposta dell’Associazione Alpini

Sul fondo della polemica resta il tema più sensibile, le accuse di molestie durante alcune adunate passate. L’Associazione Nazionale Alpini, negli ultimi anni, ha dichiarato di aver adottato codici di comportamento interni, campagne di sensibilizzazione e strumenti per segnalare eventuali episodi, rivendicando la volontà di tutelare l’immagine del corpo e di isolare eventuali comportamenti individuali scorretti.


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