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Cultura & Spettacolo

Giosuè prima di Carducci. In scena l’uomo nascosto dietro il grande poeta

di Tommaso Martinelli -


Tutti conoscono Carducci. Ma quanto conoscono davvero Giosuè? È da questo interrogativo che nasce “Giosuè, ma tutti mi chiamano Carducci”, il nuovo spettacolo originale ideato e interpretato da Renato Raimo, in scena il 5 settembre a Castagneto Carducci. Una data dal forte valore simbolico, che rappresenterà la seconda prima nazionale dello spettacolo dopo il debutto del 27 agosto a Pietrasanta, al CAV – Centro Arti Visive.

Se la Versilia ha dato i natali al poeta, venuto alla luce nella vicina Valdicastello, Castagneto Carducci custodisce invece i luoghi della sua infanzia e quel legame profondo con la Maremma che continuò ad accompagnarlo anche nell’età adulta. Proprio qui Renato Raimo proverà a restituire al pubblico non soltanto il poeta, il professore, l’intellettuale, l’uomo delle istituzioni e il Premio Nobel, ma soprattutto la persona nascosta dietro uno dei nomi più autorevoli della cultura italiana.

«Quando ci avviciniamo a personaggi di questa grandezza corriamo sempre un rischio: conosciamo talmente bene il loro nome da dimenticare che dietro quel nome c’è stata una persona», spiega Raimo. «A scuola abbiamo incontrato Carducci e studiato le sue poesie. A me interessava andare nella direzione opposta: togliere, anziché aggiungere. Cercare Giosuè prima di Carducci». Lo spettacolo non vuole essere una biografia teatrale né una celebrazione accademica del poeta, ma un incontro ravvicinato con l’uomo, le sue contraddizioni, gli affetti, le scelte e le zone meno visibili della sua esistenza.

Un viaggio capace di oltrepassare l’immagine solenne tramandata dai libri per rendere Carducci sorprendentemente vicino e contemporaneo. «Non mi interessa salire sul palco per raccontare allo spettatore ciò che può trovare su un libro», sottolinea l’attore. «Il teatro può fare qualcosa di diverso: può avvicinarsi alle parti meno visibili di una persona. È lì che un personaggio apparentemente lontanissimo da noi può improvvisamente diventare contemporaneo».

Con questo nuovo progetto Renato Raimo prosegue il proprio percorso teatrale dedicato alle grandi figure della storia. Dopo il lavoro su Corradino d’Ascanio e, soprattutto, il successo de “L’Altro Giacomo”, incentrato su Giacomo Puccini, l’attore affronta adesso una sfida ancora più complessa: liberare Carducci dalla rigidità del monumento senza ridimensionarne la grandezza.

Nato da un’idea dello stesso Raimo, la chiave dell’intero progetto è racchiusa nel titolo: da una parte Giosuè, il nome privato; dall’altra Carducci, il nome consegnato alla storia. Il 5 settembre, proprio nei luoghi che accolsero il poeta bambino, il pubblico potrà così incontrare un Carducci diverso: meno distante, più umano. Prima ancora che Premio Nobel, semplicemente Giosuè.

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