Auto elettriche, la retromarcia in Italia sulla rotta 2030
Pesa la discontinuità degli incentivi statali, azzerati in pochi minuti dai cosiddetti click day
Mentre l’Europa spinge sull’elettrificazione dei trasporti, l’Italia registra un forte ritardo rispetto alle proprie tabelle di marcia per il 2030.
Auto elettriche, a che punto stiamo?
Da centrare, i target stabiliti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Servirebbero tra i 4,3 e i 6 milioni di auto a zero emissioni entro la fine del decennio. Ma i veicoli oggi su strada coprono appena il 10% di questo traguardo.
A frenare la rincorsa non è un disinteresse degli automobilisti, ma un mix di ostacoli concreti. Pesa la discontinuità degli incentivi statali, azzerati in pochi minuti dai cosiddetti click day. Poi, l’incertezza sui costi reali e una rete di ricarica ad alta potenza ancora disomogenea sul territorio.
I dati
Sul fronte dei portafogli, tuttavia, i dati smentiscono i luoghi comuni. In Ue guidare un’auto elettrica a batteria garantisce già un costo medio di utilizzo per chilometro basso. E’ inferiore del 33% rispetto a una vettura a benzina equivalente.
Il vantaggio, nel minor costo dell’energia per percorrenza e nella maggiore stabilità dei prezzi elettrici. Ciò, rispetto alle impennate dei carburanti fossili, saliti fino al 36% nei momenti di crisi petrolifera.
A questo si aggiunge il calo del 35% del costo delle batterie tra il 2020 e il 2025. Il fattore ha spinto i prezzi di acquisto di diversi modelli elettrici alla parità con i motori tradizionali nei mercati guida.
Lo evidenziano le analisi sul campo diffuse dal think tank per il clima Ecco. Sbloccare questo potenziale richiede stabilità normativa e un racconto pragmatico. Serve trasformare il risparmio energetico e i 4,5 miliardi di euro annui risparmiati dall’Ue sull’import di petrolio in concrete opportunità per le famiglie.
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