In tempi di crisi, cambiano le abitudini degli italiani. Persino le convinzioni più solide e radicate. Anche i comportamenti che parevano naturalmente avvinghiati a una sorta di carattere nazionale, di fronte alla mutata realtà dell’epoca attuale, si trasformano. Siamo, e restiamo, un popolo di risparmiatori. Però oggi, con la Borsa che sale e scende a seconda degli umori dei leader mondiali che si bombardano tra loro o minacciano di farlo, con un mercato immobiliare che diventa sempre più respingente specialmente per le limitate capacità di spesa dei più giovani, un modo per valorizzare il proprio denaro, evitando che finisca rosicchiato dall’inflazione, bisognerà pur trovarlo. I titoli di Stato, nonostante le fibrillazioni mondiali dei rendimenti che interessano giocoforza pure i bond italiani, rimangono tra le opzioni più frequentate.
Beni rifugio: cosa cambia
L’ultima emissione di Btp da parte del Mef tra i risparmiatori ha rastrellato, sul mercato domestico, qualcosa come 16,6 miliardi di euro. Una bella sommetta, che di questi tempi fa davvero comodo.
Ma non è solo nei vecchi titoli che gli italiani trovano un modo più o meno sicuro per conservare capitali e raggranellare interessi. Secondo il rapporto Ipsos Doxa-Affide, un numero sempre crescente di cittadini ritiene che i gioielli rappresentino, più che una vanità mondana, una sorta di investimento. Al pari delle borse firmate. Sissignori. Nel Paese dell’artigianato, dell’alta moda, il valore dell’eccellenza e della qualità diventa quel valore aggiunto a cui gli italiani, stremati tra carovita e prospettive non proprio idilliache a breve termine, affidano le proprie speranze. L’85 per cento degli italiani considera i gioielli una vera e propria risorsa economica. Il proliferare dei compro oro, una realtà che da anni si è imposta in ogni angolo del Paese, ha naturalmente rafforzato quest’idea. Rispetto a questo dato, però, solo il 38 per cento conoscerebbe il reale valore dei preziosi che custodisce in casa. L’unica cosa che accomuna tutti è sapere che si tratta di oggetti che hanno un prezzo e, difatti, il 60% teme i furti in casa e addirittura poco più di un italiano su tre (35%) ha dichiarato di averne subito uno, direttamente o in famiglia.
La rivincita della moda
Che qualcosa stia davvero cambiando, però, lo testimoniano anche gli altri oggetti che solitamente erano legati a una dimensione (ingenerosamente) classificata come frivola. La moda. La borsa è l’accessorio che, per eccellenza, rappresenta l’oggetto del desiderio, non solo delle donne ma pure degli uomini italiani. I dati del report parlano chiaro. Il 35% degli intervistati ha in casa una o più borse griffate. Percentuale che sale, eccome, tra gli under 40 attestandosi al 45 per cento. In pratica, poco meno di un italiano o italiana su due. La consapevolezza di possedere un qualcosa di prezioso, magari anche di aver fatto una sorta di investimento, cresce e si attesta al 64 per cento. Basta farsi un giro in rete per capirlo. Sfogliando le pagine virtuali del bric-à-brac contemporaneo, escono fuori prezzi e proposte commerciali sorprendenti. Altro che frivolezze, una Birkin vintage può arrivare a costare quanto un piccolo immobile di provincia. E il suo prezzo, più il tempo passa, più aumenta. Un po’ come le auto storiche, a cominciare dall’immortale Fiat 500. Internet, su questo, è stato decisivo nell’educazione degli italiani. Un affare, un investimento, non ha per forza la forma di un mattone. Può essere anche altrove. Magari proprio lì dove, tra gioielli, borse griffate e vecchie auto, sembrava non esserci granché da scoprire.