Bernardo Leighton: un attentato non uccide le idee ma le spinge più forte verso la storia
Il 6 ottobre presso la sala della Regina della Camera dei Deputati si è tenuto un ricordo solenne e commosso di Bernardo Leighton. Il convegno ha avuto luogo per il cinquantesimo anniversario dell’attentato avvenuto nel 1975 a Roma.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di forte significato sottolineando l’importanza della figura storica. “Personalità eminente della politica del suo Paese, tra i fondatori del Partito Democratico Cristiano cileno, più volte Ministro, vice presidente della Repubblica del Cile con Eduardo Frei Montalva, pagò un sanguinoso tributo per la sua fiera resistenza alla dittatura di Pinochet, osteggiata sin da principio, senza tentennamenti e timidezze”.
Accanto ai rappresentanti dello Stato italiano e del Cile, molti i testimoni del periodo storico dell’attentato.
Il ricordo di Bernardo Leighton e l’attentato a Roma
In un messaggio visivo la vicepresidente della Camera, Anna Ascani, ha ricordato la vicenda e raccontato gli intrecci sottili sottesi al vile gesto nei confronti della coppia in esilio a Roma. Successivamente è intervenuto Fabio Porta, deputato PD, ricordando che il crimine fu il frutto della collaborazione dei servizi segreti della dittatura cilena con gli ambienti di estrema destra italiani.
Poi il discorso di Chiara Braga. La Presidente del Gruppo dei deputati Pd alla Camera ha sottolineato come la barbarie è tale a prescindere dal luogo in cui viene compiuta. Moderatrice dell’incontro la giornalista Daniela Preziosi.
Interessanti gli spezzoni di telegiornali dell’epoca mandati sapientemente in onda dove si parla dell’aggressione, dei soccorsi prestati e della prognosi dei coniugi colpiti. Hanno partecipato anche l’ambasciatore del Cile in Italia Ennio Vivaldi e il Ministro degli Esteri dell’Uruguay Mario Lubetkin.
Di pregio l’intervento di Gilberto Bonalumi, nonche’ quello di Giovanni Salvi, il quale ha spiegato come i mandanti furono condannati mentre gli esecutori materiali no e di José Antonio Viera- Gallo. Ciò che più ha sconvolto del crimine in questione è l’idea che insieme alla vittima designata venisse colpito anche un suo familiare.
Di estrema intensità le parole della moglie di Bernardo Leighton dopo l’attentato. Lei dichiarò con forza e sincerità di aver già perdonato i criminali sia mandanti che esecutori dell’attentato essendo cattolica, ma che era giusto che la giustizia facesse il suo corso e infatti si costitui’ parte civile nel processo.
Il suo discorso ricorda in un certo senso quello di Matteotti: “Uccidete pure me. L’idea che è in me non l’ucciderete”.
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