Arriva la mini riforma del bollo auto: cosa cambia ora
Le novità e la delusione: sarà una questione di tempi e non di importi
Arriva la mini riforma del bollo auto. Ecco adesso cosa cambia. Innanzitutto, il tributo resta. A differenza di quanto, specialmente in casa centrodestra, si promette ormai da qualche decennio. Non ci sarà alcuna abolizione della tassa automobilistica che risulta essere una delle più odiate dagli italiani. Non ci saranno, poi, grandi tagli ai costi. La vera novità riguarda i tempi, anzi le tempistiche regionali, che vengono armonizzate tra di loro a partire dal 2028.
Riforma del bollo auto: cosa c’è da sapere
La riforma del bollo auto è, quindi, una questione di tempi. Il primo bollo si pagherà in tutte le Regioni d’Italia entro e non oltre l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione. Se, per dire, si compra un’auto e la si immatricola a marzo, si avrà tempo per regolare il tributo entro la fine di aprile. Da Trieste a Lampedusa. Poi, per i bolli successivi, il pagamento andrà effettuato entro l’ultimo giorno del mese in cui è stata immatricolata. Tornando all’esempio di prima, non oltre il 31 marzo. Fatta la legge, trovate le eccezioni.
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Le eccezioni e gli importi
Il cambiamento non vale per le auto già in circolazione, che manterranno le vecchie norme che prevedono le scadenze di aprile, agosto o dicembre. Non dovrebbe cambiare granché per la quantificazione degli importi che rimarranno “tarati” sui parametri soliti. Potenza della vettura, classe ambientale di emissioni. Per di più le Regioni potranno aumentare le somme richieste agli automobilisti fino al 10 per cento. Tutto, però, sarà più chiaro quando il bollo auto e la sua riforma saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
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