I Brics con una voce unica: consenso sulla dichiarazione di Nuova Delhi
Dai richiami alla moderazione in Medio Oriente alla riforma dell'Onu. Gli undici Paesi provano a ridefinire il loro ruolo
La dichiarazione congiunta approvata a Nuova Delhi dai leader dei Paesi Brics segna un risultato politico non banale. Undici Stati, spesso attraversati da rivalità profonde, come quelle tra Iran ed Emirati Arabi Uniti, hanno trovato un accordo su un testo di 45 pagine che ambisce a definire la postura del blocco nel nuovo ordine globale. Nel suo discorso di apertura, il premier indiano Narendra Modi ha insistito sulla necessità di “tradurre unità e consenso in risultati concreti”, evocando la responsabilità di un gruppo che rappresenta il 40 per cento del Pil mondiale e una parte crescente della popolazione globale.
Medio Oriente: appello alla moderazione
Il documento esprime “profonda preoccupazione” per l’escalation di tensioni in Medio Oriente e Asia occidentale, richiamando le posizioni nazionali dei singoli membri ma chiedendo, al tempo stesso, “massimo contenimento” e il rispetto della sovranità degli Stati coinvolti. La protezione dei civili e delle infrastrutture essenziali viene indicata come priorità assoluta, mentre si sollecita un impegno diplomatico di lungo periodo per garantire stabilità e sicurezza. La convergenza su questo punto, che coinvolge anche la Russia, riflette la volontà dei Brics di presentarsi come attore multilaterale capace di intervenire nelle crisi regionali senza allinearsi alle strategie occidentali.
Commercio globale: contro dazi e protezionismi
Ampio spazio è dedicato alle distorsioni del commercio internazionale. I Brics denunciano la proliferazione di misure restrittive “incoerenti con le regole del Wto”, dagli aumenti indiscriminati dei dazi alle forme di protezionismo giustificate da obiettivi ambientali. Secondo il blocco, queste politiche minacciano le catene di approvvigionamento, alimentano incertezza e aggravano le disuguaglianze economiche. La dichiarazione impegna gli undici Paesi a rafforzare la capacità di risposta del Wto, affinché le esigenze dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo siano finalmente riconosciute. Una posizione che rispecchia il crescente malcontento del Sud Globale verso le politiche commerciali occidentali e l’uso geopolitico delle sanzioni.
Riforma dell’Onu: una donna alla guida e più peso al Sud Globale
Il vertice rilancia con forza la richiesta di una riforma delle Nazioni Unite, a partire dal Consiglio di sicurezza, considerato non più rappresentativo degli equilibri contemporanei. I Brics sottolineano che nessuna donna ha mai ricoperto il ruolo di Segretaria generale e chiedono che la prossima selezione tenga conto della necessità di una leadership più inclusiva. Ricordano inoltre che solo un esponente dell’America Latina e dei Caraibi, e appena due rispettivamente di Africa e Asia, hanno guidato l’Organizzazione. La richiesta è riconoscere il peso politico del Sud Globale, che il blocco ambisce a rappresentare in modo più strutturato.
Un blocco che cerca coesione in un mondo frammentato
La dichiarazione di Nuova Delhi arriva in un momento in cui le tensioni geopolitiche, dalle guerre in Medio Oriente alla competizione tecnologica, fino all’aumento dei dazi, stanno mettendo alla prova la tenuta del sistema multilaterale. Per gli undici Paesi Brics, il vertice indiano è stato un banco di prova della loro capacità di presentarsi come attore unitario. Il consenso raggiunto non cancella le divergenze interne, ma offre al blocco un’occasione per rivendicare un ruolo più incisivo nella governance globale, in un mondo che appare sempre più frammentato e bisognoso di nuovi equilibri.
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