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Economia

Bye bye Cina: Algeria nuova frontiera industriale per le imprese

Il ruolo strategico del Paese nordafricano, competitivo rispetto alla regione asiatica

di Angelo Vitale -


Bye bye imprese alla Cina, l’Algeria è meglio. Le catene produttive globali cambiano pelle e ridisegnano le mappe dell’industria manifatturiera. Crescono costi, rischi geopolitici e incertezze logistiche legate all’Asia orientale.

Molte imprese europee accelerano strategie di diversificazione fuori dalla Cina. il Nord Africa emerge come area chiave per prossimità, stabilità relativa e accesso ai mercati. L’Algeria, in particolare, si ritaglia un ruolo strategico come piattaforma industriale e porta d’ingresso verso il continente oltre il Mediterraneo.

Perché “bye bye Cina” non è solo uno slogan

Le aziende manifatturiere affrontano da anni rincari su trasporti, energia e componenti provenienti dall’Asia. Le tensioni commerciali e i colli di bottiglia logistici hanno mostrato la fragilità delle filiere troppo concentrate. Molti gruppi cercano oggi produzioni più vicine all’Europa per ridurre tempi, rischi e immobilizzi di capitale. La diversificazione geografica diventa una scelta industriale prima ancora che politica. In questo contesto matura l’idea di ridurre la dipendenza produttiva dalla Cina.

Algeria: costi competitivi e posizione strategica

L’Algeria offre un mix raro tra costi operativi contenuti e vicinanza geografica al mercato europeo. Le rotte marittime verso il Mediterraneo centrale accorciano tempi di consegna e semplificano la logistica. Il Paese dispone di manodopera giovane e di un tessuto industriale in crescita. Le autorità puntano ad attrarre investimenti esteri in manifattura e trasformazione. Questo scenario rende l’Algeria una base produttiva interessante per chi serve Europa, Medio Oriente e Africa.

Porta d’accesso al mercato africano

Molte imprese guardano all’Algeria come hub per espandersi nel continente africano. L’Africa registra tassi di crescita demografica e urbana tra i più alti al mondo. Aumenta la domanda di infrastrutture, edilizia, servizi idrici ed energia. Produrre in Nord Africa facilita relazioni con partner locali e conoscenza dei mercati regionali. Le aziende possono costruire reti commerciali e industriali senza operare solo da remoto. Questa presenza diretta rafforza competitività e adattamento ai contesti locali.

Modelli produttivi integrati e controllo del ciclo vita

Alcuni gruppi italiani del settore tecnico-industriale hanno avviato nuove linee produttive interne per rafforzare controllo e qualità. Tra questi, un’azienda veneta attiva nella componentistica per idropulitrici ha sviluppato un proprio modello di pompa brevettato. Idrobase ha riorganizzato i processi secondo logiche Lean e ha liberato risorse per la nuova produzione. La strategia punta su gestione completa del ciclo di vita, dalla riparazione al rinnovo. Il trasferimento graduale di attività dalla Cina verso l’Algeria, in questa visione di filiera più corta e presidiata.

Partnership locali e nuovo approccio industriale

Le imprese che scelgono l’Algeria non cercano solo costi più bassi. Puntano a collaborazioni con imprenditori locali e a sviluppo condiviso di competenze. Questo approccio riduce attriti culturali e favorisce radicamento sul territorio. Le produzioni non restano semplici delocalizzazioni, ma diventano piattaforme regionali. L’obiettivo combina efficienza industriale e costruzione di relazioni stabili. Così il “bye bye Cina” si traduce in una strategia di equilibrio e presenza multipolare.

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