"Un time out delle stupidaggini. Basta parlare di Ranucci, delle primarie e delle leggi elettorali. Facciamo subito un tavolo su energia e interferenze straniere. Insieme"
Il campo largo continua a cercare Azione, ma Carlo Calenda sbarra la strada ed evidenzia le crepe programmatiche dell’alleanza di centrosinistra. L’invito reiterato da Stefano Bonaccini a fare fronte comune viene rispedito al mittente dal leader del partito centrista, che liquida l’ipotesi di una coalizione priva di una visione strategica condivisa. “Per fare cosa? Non hanno neppure un programma- rilancia-. Azione ricostruirà il centro europeista per fermare il bipolarismo”.
L’affondo di Calenda
L’affondo di Calenda mira al cuore delle contraddizioni ideologiche dell’opposizione, accusata di subire l’egemonia delle frange più radicali sull’agenda economica e transitoria. Per il segretario di Azione, la deriva dell’elettorato europeo verso formazioni estremiste come l’AfD in Germania è diretta conseguenza delle politiche ambientali calate dall’alto.
“Le politiche del Green deal hanno provocato una fortissima flessione industriale. È una delle cause della messe di voti all’AfD”.
“2027 anno spartiacque”
Oltre al no fermo all’asse con il PD e l’Alleanza Verdi-Sinistra, il quadro tracciato da Calenda nell’intervista al Corriere della Sera spazia dalla tenuta delle istituzioni comunitarie al rischio dell’irrilevanza geopolitica. Il 2027 viene indicato come lo spartiacque per la sopravvivenza stessa del progetto continentale.
Senza un’evoluzione verso l’Unione federale, l’Europa rischia di trasformarsi in una “colonia” divisa tra l’influenza di Washington, Mosca e Pechino. Un contesto di fronte al quale il governo guidato da Giorgia Meloni viene bollato come semplice “spettatore”, distratto dalla sola tattica elettorale.
Di fronte allo stallo bipartisan, Calenda lancia un appello per sottrarre i temi strategici alla propaganda quotidiana: “Un time out delle stupidaggini. Basta parlare di Ranucci, delle primarie e delle leggi elettorali. Facciamo subito un tavolo su energia e interferenze straniere. Insieme”.
Un altare su cui Azione intende rivendicare la propria autonomia, scommettendo sul posizionamento al centro ed escludendo alleanze al ribasso con la sinistra trainata da AVS ((“Il Campo largo continua a stare appresso a Bonelli e alle sue sciocchezze”).