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Il caro vacanze? Ci è costato 20 miliardi

di Giorgio Brescia -


Mentre il controesodo di agosto ha portato sulle strade 25 milioni di veicoli, per molti italiani è tempo dei bilanci delle vacanze. E fare i conti dell’estate significa guardare il portafoglio.

Chi rientra e chi invece parte a settembre

Si cerca ancora riposo lontano dalla calura e si condivide la stessa certezza: la scure del “caro prezzi” si è fatta sentire.

I numeri sulla spesa sono chiari, secondo Demoskopika. A luglio e agosto i flussi in Italia hanno generato una spesa complessiva di 20,4 miliardi di euro, di cui 541 milioni dovuti esclusivamente all’aumento dei listini rispetto alla scorsa estate.

Si tratta di un sovrapprezzo che, a parità di vacanza, ha costretto ogni turista a sborsare 2,86 euro in più per ogni pernottamento e 12,50 euro in più per l’intero soggiorno. Un impatto economico notevole, distribuito tra i 244,5 milioni di spesa aggiuntiva registrati a luglio e i 296,3 milioni di agosto.

Ma da dove nasce un conto così salato?

Più che da un’impennata selvaggia dei prezzi, la spiegazione risiede nei grandi flussi. L’inflazione turistica ha registrato a luglio una crescita del 2,6% su base annua.

Sebbene si tratti dell’aumento più contenuto dell’ultimo triennio – inferiore al 2,9% dell’indice generale Nic – a rallentare è solo la velocità del rincaro, non i prezzi stessi, che restano superiori del 2,6% rispetto a luglio 2025.

A far lievitare la spesa totale sono stati i volumi: 188,8 milioni di presenze generate da 43,3 milioni di arrivi. Su una base così ampia, anche un’inflazione moderata produce un impatto economico di rilievo.

Rispetto all’estate 2025, la spesa turistica complessiva è cresciuta del 7,5%, ma la quota attribuibile ai prezzi si è ridotta a 12,50 euro a turista (rispetto ai 13,93 euro precedenti). La componente inflativa della spesa si assottiglia a vantaggio di quella reale.

Un trend accolto favorevolmente dal ministro del Turismo

Gianmarco Mazzi ha sottolineato come l’inflazione turistica al 2,6% sia rimasta sotto l’indice generale per la prima volta dal 2023.

La corsa alla spesa, intanto, non si è fermata ad agosto. Spinti dal caldo record, molti nostri connazionali hanno scelto il mese di settembre per le loro vacanze.

Secondo eDreams, il 70% degli italiani farà viaggi a breve raggio (il 23% in Italia, il 20% in Spagna e il 7% in Francia), mentre l’incoming vedrà soprattutto spagnoli (28%), francesi (25%) e tedeschi (14%) in visita nelle città d’arte e nelle località marittime, prolungando la scia di una stagione dai costi roventi.

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