Economia

La casa green ci costerà 320 miliardi di euro

di Cristiana Flaminio -

EDILIZIA CASA GREEN 2030 BALCONI DANNEGGIATI ©imagoeconomica


La direttiva sulla Casa green ci costerà 320 miliardi di euro. Suppergiù. Sarà stata anche ammorbidita ma il conto, però, si prospetta salatissimo per le famiglie italiane. Stando all’analisi di Cresme e fondazione Symbola, gli italiani dovranno scucire qualcosa come 320 miliardi di euro per armonizzare i propri immobili agli standard pretesi dal piano verde dell’Europa. Si tratta di una somma enorme, di proporzioni pantagrueliche. Per capirsi, un esborso che, se confermato, risulterebbe pari al 130 per cento dell’ammontare dell’intero Pnrr. Soldi, va da sé, che (allo stato attuale) dovrebbero uscire, nei prossimi vent’anni, dalle tasche dei proprietari di case italiani. E nel nostro Paese, questa, è una questione che riguarda davvero tutti. L’Italia, come sottolineano i dati Istat, ha il numero maggiore di proprietari di immobili. La media, infatti, è di 599 su mille. È la più alta di tutta l’area Ue. In Europa, infatti, la media è di “soli” 506 proprietari su mille cittadini. Ciascuno di loro dovrà affrontare lavori per importi che sembrano considerevoli. Specialmente in un’epoca di denaro a costi stellari, di mutui impossibili e in cui, dopo la sbornia del Superbonus, di nuove misure e incentivi edilizi – a Roma, citofonare Giorgetti – nessuno vuol più sentire nemmeno parlare dopo. Il Sole 24 Ore ha stimato, elaborando i dati del rapporto che Cresme e Symbola hanno presentato, lunedì scorso, a Milano, che serviranno almeno 48mila euro per mettere a norma con gli standard europei un appartamento da 120 metri quadri e ne occorreranno più di 80mila per rifare il look, in chiave green e sostenibile, a una villetta. In cambio, però, dicono gli analisti, si potranno risparmiare, mediamente, poco più di mille euro l’anno sulla bolletta. Per la precisione, secondo Cresme e Symbola, rispetto al 2022 il risparmio sarà di quasi il 40% per un importo complessivo da 1.067 euro. Il gioco non sembra valere la candela. Almeno non nel breve periodo. Per il direttore Cresme Lorenzo Bellicini: “Il nostro patrimonio edilizio è caratterizzato da un lato da classi energetiche molto basse, ma allo stesso tempo da condizioni climatiche molto diverse; per migliorare le prestazioni energetiche degli immobili (ad esempio, migliorando di due classi energetiche attuali il nostro patrimonio edilizio) servirebbero tra i 260 e i 320 miliardi di euro, occorre quindi pensare a modalità di intervento che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi che ci vengono posti dall`Europa per gradi partendo dagli edifici più energivori, e con un percorso di medio-lungo periodo, che oltre a garantire un più corretto rapporto tra domanda e offerta, consentirebbe alle imprese di programmare investimenti in grado di porre le costruzioni alla testa del processo di innovazione”.

Numeri che non piacciono però a Confedilizia che, con il presidente Giorgio Spaziani Testa, ha bollato le cifre in ballo come “improponibili” e ha chiesto al governo, e alla coalizione di centrodestra in Europa, impegno per far recedere l’Ue dalle sue imposizioni: “Il Sole 24 Ore riferisce che, secondo il Cresme, per rispettare la prima scadenza della direttiva europea casa green (riduzione del consumo medio di energia degli immobili esistenti del 16% nel 2030 rispetto al 2020) in Italia servirebbero 320 miliardi di euro. Una cifra improponibile sia per le casse pubbliche sia per le tasche private”. Spaziani Testa ha concluso: “Se la stima Cresme fosse fondata, si tratterebbe di una valida ragione in più per pretendere che i partiti che hanno votato contro questo assurdo provvedimento (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) assumano in campagna elettorale l’impegno a lavorare sin dall’inizio della prossima legislatura Ue perché esso sia ripensato totalmente, cancellandone ogni connotazione impositiva: neppure il raggiungimento dell’irrealistico obiettivo emissioni zero nel 2050 salverebbe il pianeta, ma gli farebbe solo un po’ di solletico, il prossimo Parlamento europeo deve essere quello del risveglio dalla sbornia green e del ritorno al buon senso”.


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