Milano – Cortina, indagata dirigente Mit
L'indagine ruota attorno alla realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes, uno degli interventi più discussi del programma olimpico di Cortina d'Ampezzo
Milano-Cortina, indagata dirigente del Mit: nuova svolta nell’inchiesta sulla cabinovia Socrepes.
Milano – Cortina: una nuova inchiesta
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulle opere legate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Tra gli indagati compare infatti Elisabetta Pellegrini, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del Mit, considerata una delle figure chiave nella gestione dei principali dossier infrastrutturali nazionali.
L’indagine ruota attorno alla realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes, uno degli interventi più discussi del programma olimpico di Cortina d’Ampezzo. Secondo quanto emerso, gli investigatori hanno disposto il sequestro di computer e telefoni cellulari della dirigente per acquisire documentazione, comunicazioni e materiali ritenuti utili alla ricostruzione della procedura oggetto di accertamento.
Dirigente Mit indagata
Nel fascicolo compare anche il nome di Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario per le opere olimpiche. Gli approfondimenti investigativi riguardano l’assegnazione dell’appalto della cabinovia Socrepes, infrastruttura strategica destinata a collegare il centro di Cortina con l’area delle Tofane, uno dei poli principali delle gare olimpiche. La vicenda si inserisce in un contesto già caratterizzato da polemiche tecniche, ritardi e contestazioni sulla realizzazione dell’opera.
La cabinovia nel fascicolo dell’inchiesta
La cabinovia Apollonio-Socrepes è stata infatti al centro del dibattito pubblico sin dalle prime fasi progettuali. L’opera ha incontrato ostacoli procedurali e criticità operative che ne hanno accompagnato l’intero percorso, trasformandola in uno dei simboli delle difficoltà incontrate nella corsa contro il tempo per completare le infrastrutture olimpiche.
L’inchiesta su Milano – Cortina che vede indagata la dirigente Mit rappresenta un nuovo banco di prova per il sistema Milano-Cortina, già sottoposto negli ultimi anni a verifiche e controlli sulla gestione degli appalti e delle opere connesse ai Giochi. Gli accertamenti dovranno ora chiarire eventuali responsabilità e verificare la correttezza delle procedure adottate, mentre resta ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a eventuali decisioni definitive della magistratura.
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