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Cronaca

Caso Garlasco, i 21 elementi al vaglio degli inquirenti: dal Dna all’impronta 33, cosa può portare a un nuovo processo

Ora l’attenzione si sposta sulla scadenza del 28 settembre. Entro quella data dovranno essere tirate le somme degli accertamenti

di Lino Sasso -


Il caso del delitto di Garlasco entra nelle settimane che potrebbero segnare una svolta nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Sono 21 gli elementi raccolti dagli inquirenti e inseriti nel quadro indiziario che riguarda Andrea Sempio, indagato per la morte della 26enne uccisa uccisa nel 2007. Attenzione, non si tratta necessariamente di prove. Questi elementi ai quali lavora la procura di Pavia rappresentano circostanze di natura e peso differenti. Il punto sarà stabilire se, considerati nel loro insieme, possano reggere una richiesta di rinvio a giudizio. Una risposta si avrà entro il 28 settembre, quando scadranno i termini delle indagini preliminari.

Il Dna sulle unghie di Chiara

Al centro degli accertamenti resta la traccia genetica maschile recuperata sulle unghie di Chiara Poggi. Le analisi svolte nell’ambito della nuova inchiesta avrebbero indicato una compatibilità con la linea genetica maschile della famiglia del nuovo indagato. Il profilo è invece incompatibile con Alberto Stasi e con i componenti maschili della famiglia Poggi. Il nodo, tuttavia, non riguarda soltanto l’attribuzione genetica. In vista di un eventuale processo sarà fondamentale stabilire come e quando quel materiale biologico sia finito sulle unghie della vittima. Ma soprattutto se ci sia un legame con l’aggressione. Sul Dna sono stati quindi disposti ulteriori approfondimenti affidati al genetista Carlo Previderè.

L’impronta 33 e la scarpa a pallini

Altro elemento centrale è la cosiddetta impronta palmare 33, rilevata sulla parete della scala che conduce alla cantina dove venne trovato il corpo di Chiara. Nell’immediatezza del ritrovamento del cadavere gli investigatori la considerarono come l’impronta dell’assassino.

Poi, nelle varie fasi inquirenti e processuali del caso Garlasco, non avendo portato pressoché a nulla, quella che in un primo momento era sembrata essere la prova regina è scomparsa dai radar. Secondo la nuova ricostruzione accusatoria sarebbe invece riconducibile ad Andrea Sempio. Il suo pool difensivo contesta questa conclusione. Nel caso di un processo il punto è quindi destinato a diventare particolarmente delicato.

A questo si aggiunge l’approfondimento sull’impronta lasciata da una scarpa con suola a pallini nella villetta di via Pascoli. Alla professoressa Cristina Cattaneo è stata affidata una consulenza sulla misura del piede e sulla possibile compatibilità di quella traccia con il piede del nuovo indagato. In questo caso la difesa di Sempio non respinge i risultati della consulenza disposta dalla procura, ma li interpreta in modo differente.

Telefonate, alibi e ritorni nella villetta

Il fascicolo non si esaurisce nelle analisi scientifiche. Tra gli elementi presi in considerazione figurano anche quelli tipicamente riconducibi a indagini tradizionali. Come le tre telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti l’omicidio e alcune versioni rese da Sempio nel corso degli accertamenti che vengono ritenute non veritiere.
Un altro passaggio riguarda la ricostruzione dei movimenti nella mattina del 13 agosto 2007 e la copertura della fascia temporale considerata rilevante per il delitto. Nel quadro investigativo vengono inoltre evidenziati due successivi ritorni nella villetta dopo l’omicidio.

Le ricerche sul Dna e i “soliloqui” in auto

Tra gli aspetti presi in esame figurano anche alcune ricerche effettuate sul web, comprese quelle relative al Dna e al processo ad Alberto Stasi. Particolare attenzione viene riservata anche alle conversazioni e ai cosiddetti soliloqui registrati attraverso una microspia nell’auto. Alcuni passaggi vengono considerati significativi dall’accusa, mentre i legali respingono questa interpretazione e sostengono che quelle frasi non abbiano alcuna natura confessoria.

Il conto alla rovescia verso il 28 settembre

Tra gli ultimi approfondimenti figura anche una consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi, chiamato a valutare l’eventuale presenza, all’epoca dei fatti, di condizioni capaci di incidere sulla capacità di intendere e di volere. L’accertamento rientra nelle integrazioni investigative avviate dopo la chiusura delle indagini notificata ad Andrea Sempio lo scorso maggio. Ora l’attenzione si sposta sulla scadenza del 28 settembre. Entro quella data dovranno essere tirate le somme degli accertamenti e valutato se gli elementi raccolti siano sufficienti per sostenere una richiesta di rinvio a giudizio. Sempio infatti è solamente indagato e quindi è da considerare innocente fino a un’eventuale sentenza di colpevolezza passata in giudicato.

Sullo sfondo resta la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre la sua difesa lavora alla possibile revisione del processo.

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