Caso Santanchè: per la Consulta ammissibile il ricorso Senato
L'ordinanza di ammissibilità verrà comunicata immediatamente a Palazzo Madama e notificata ai pubblici ministeri di Milano, aprendo la fase di merito in cui la Consulta dovrà stabilire a chi spettasse il potere di disporre di tali prove
Svolta giudiziaria nel complesso caso Santanchè – Visibilia. La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Lo aveva promosso il Senato della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.
La vicenda
Al centro del contendere legale si colloca la posizione dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè. E’ attualmente imputata nell’ambito dell’inchiesta milanese per presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps in relazione alla gestione della cassa integrazione a zero ore durante la pandemia Covid.
Perché era nato il ricorso di Palazzo Madama
La decisione sollevata da Palazzo Madama affonda le proprie radici nella tutela delle prerogative parlamentari garantite dalla Carta Costituzionale. Il Senato ha promosso il conflitto eccependo una formale violazione del terzo comma dell’articolo 68 della Costituzione da parte dei magistrati inquirenti lombardi.
Secondo la tesi difensiva sposata dall’Aula, la Procura di Milano avrebbe acquisito e successivamente utilizzato all’interno del fascicolo d’indagine materiale probatorio sensibile senza richiedere la preventiva e necessaria autorizzazione alla Camera di appartenenza della parlamentare.
Nello specifico, i documenti contestati riguardano contenuti di corrispondenza elettronica (messaggi di posta elettronica) scambiati dalla senatrice. Ma pure audio-registrazioni occulte di colloqui e conversazioni a cui aveva preso parte la stessa Daniela Santanchè, effettuate da un soggetto privato e poi acquisite dagli inquirenti.
Cosa succede adesso dopo il via libera della Consulta
Con l’ordinanza emessa, la Consulta ha riconosciuto la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi minimi per incardinare il giudizio. L’ordinanza di ammissibilità verrà comunicata immediatamente al Senato e notificata ai pubblici ministeri di Milano, aprendo la fase di merito in cui la Consulta dovrà stabilire a chi spettasse il potere di disporre di tali prove.
L’obiettivo esplicito del ricorso di Palazzo Madama è ottenere l’accertamento della lesione delle proprie attribuzioni costituzionali, con la conseguente richiesta di dichiarare la nullità di tutti gli atti processuali e investigativi che si sono fondati sul materiale probatorio acquisito senza autorizzazione. La decisione finale della Consulta potrebbe avere un impatto significativo sulla tenuta del materiale d’accusa nel filone principale del processo Visibilia.
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