C’è l’accordo via libera al tetto sul petrolio

L’Ue ha raggiunto l’accordo sul tetto al prezzo del petrolio russo, fissandolo a 60 dollari al barile. La Polonia, che voleva limitarlo a 30 dollari, ha ritirato la sua obiezione alla proposta europea. Dopo è arrivata anche l’approvazione dell’Australia e del G7. I Paesi firmatari hanno sottolineato ancora una volta “la determinazione a ridurre la dipendenza dei singoli Paesi dal petrolio proveniente dalla Russia, indipendentemente dall’imposizione del tetto al prezzo delle importazioni”. Per il portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, questa mossa “aiuterà a limitare la capacità della macchina da guerra di Putin”. “L’accordo dell’Ue sul tetto al prezzo del petrolio, coordinato con il G7 e altri partner, ridurrà in modo significativo le entrate della Russia, ci aiuterà a stabilizzare i prezzi globali dell’energia, a beneficio delle economie emergenti di tutto il mondo, e sarà regolabile nel tempo così da poter reagire agli sviluppi di mercato”, ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Duro il commento dell’ambasciata russa a Washington. “Nascondendosi dietro nobili principi, gli strateghi di Washington mantengono un muro di silenzio sul fatto che i disequilibri dei mercati dell’energia scaturiscono dalle loro azioni maligne, a partire dalle sanzioni contro la Russia e il bando di importazioni di energia dal nostro Paese”, si legge nella nota. “Con la tenacia richiesta a migliori obiettivi, conclude l’ambasciata, l’Occidente collettivo sta cercando di ridefinire i principi alla base del libero mercato. Passi come questo inevitabilmente si ripercuoteranno in una maggiore incertezza e in costi più alti, per i consumatori, per le materie prime. E d’ora in poi, nessun Paese sarà immune all’introduzione di price cap di ogni tipo sulle sue esportazioni”.

L’Ue ha raggiunto l’accordo sul tetto al prezzo del petrolio russo, fissandolo a 60 dollari al barile. La Polonia, che voleva limitarlo a 30 dollari, ha ritirato la sua obiezione alla proposta europea. Dopo è arrivata anche l’approvazione dell’Australia e del G7. I Paesi firmatari hanno sottolineato ancora una volta “la determinazione a ridurre la dipendenza dei singoli Paesi dal petrolio proveniente dalla Russia, indipendentemente dall’imposizione del tetto al prezzo delle importazioni”. Per il portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, questa mossa “aiuterà a limitare la capacità della macchina da guerra di Putin”. “L’accordo dell’Ue sul tetto al prezzo del petrolio, coordinato con il G7 e altri partner, ridurrà in modo significativo le entrate della Russia, ci aiuterà a stabilizzare i prezzi globali dell’energia, a beneficio delle economie emergenti di tutto il mondo, e sarà regolabile nel tempo così da poter reagire agli sviluppi di mercato”, ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Duro il commento dell’ambasciata russa a Washington. “Nascondendosi dietro nobili principi, gli strateghi di Washington mantengono un muro di silenzio sul fatto che i disequilibri dei mercati dell’energia scaturiscono dalle loro azioni maligne, a partire dalle sanzioni contro la Russia e il bando di importazioni di energia dal nostro Paese”, si legge nella nota. “Con la tenacia richiesta a migliori obiettivi, conclude l’ambasciata, l’Occidente collettivo sta cercando di ridefinire i principi alla base del libero mercato. Passi come questo inevitabilmente si ripercuoteranno in una maggiore incertezza e in costi più alti, per i consumatori, per le materie prime. E d’ora in poi, nessun Paese sarà immune all’introduzione di price cap di ogni tipo sulle sue esportazioni”.

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