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Codacons contro i furbetti dell’ombrellone: “Multe da 200 euro”

I consumatori fanno appello a Comuni e Guardia Costiera: "Più controlli contro chi occupa porzioni di arenile pubblico"

di Pietro Pertosa -


Contro i “furbetti” dell’ombrellone in spiaggia scende in campo il Codacons. Che chiede “multe salate” e il “sequestro degli ombrelloni” per quei bagnanti che, ritenendosi più intelligenti degli altri, posizionano le loro masserizie sugli arenili liberi per occuparli già dalla sera prima. L’invito dei consumatori è diretto ai Comuni e alla Guardia Costiera. L’obiettivo è quello di “liberare” davvero le spiagge. Dai furbetti che la occupano e che, quest’estate, stanno dando filo da torcere alla libera fruizione degli arenili.

Codacons contro i furbetti dell’ombrellone in spiaggia

“La spiaggia libera – dicono dal Codacons  – è uno spazio pubblico a disposizione di tutti e non può essere trasformata in una proprietà privata”, nemmeno dai furbetti. “Lasciare attrezzature incustodite per tenere il posto sottrae porzioni di arenile agli altri bagnanti e limita la possibilità dei cittadini di usufruire liberamente della spiaggia”. Ecco, dunque. Non solo i titolari degli stabilimenti che si “allargano” in maniera indebita. Pure, se non soprattutto, gli (altri) furbetti del giorno prima. Una battaglia che sta trasformando in un calvario l’estate degli italiani. E su cui, adesso, i consumatori chiedono che sia fatta chiarezza. A suon di multe, se necessario.

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Multe da (almeno) 200 euro

Per combattere il fenomeno dei furbetti dell’ombrellone lasciato in spiaggia, il Codacons chiede ai Comuni che ancora non lo prevedono di adottare ordinanze balneari che vietino di lasciare sulle spiagge libere, dopo il tramonto, ombrelloni, lettini, sedie, tende e altre attrezzature. Le ordinanze, secondo i consumatori, “dovranno prevedere sanzioni realmente dissuasive, che possano arrivare fino a 200 euro, oltre alle ulteriori conseguenze previste nei casi più gravi o reiterati, quando può essere contestata anche l’occupazione abusiva del demanio”. Per farle rispettare, poi, servono più controlli. “Chi vuole un posto riservato può rivolgersi a uno stabilimento balneare: sulla spiaggia libera nessuno può appropriarsi in anticipo di uno spazio che appartiene alla collettività”.


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