Deficit-Pil invariato, il rammarico di Giorgetti e la scommessa perduta
Il verdetto Istat: l'Italia resta nel Patto di Stabilità e si ritrova con la pressione fiscale al 42,9%
Niente da fare: il rapporto deficit-Pil resta invariato al 3,1% e l’Italia rimane ingabbiata nel Patto di Stabilità (senza Crescita). La scommessa del ministro Giancarlo Giorgetti, per il momento, è persa. È proprio lui a commentare, non senza dolore, il verdetto giunto dagli economisti dell’Istat. “Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit- Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”.
Deficit-Pil al 3,1%, Giorgetti rammaricato
Le parole del ministro Giorgetti sanno di delusione, la speranza è rimandata ma è indubitabile che il Mef aveva investito davvero tanto sull’appuntamento di questa mattina. Niente da fare. L’Istat ha ribadito che, sebbene il Pil sia in crescita nel 2025, in termini di volume, dello 0,6%. Sebbene sia sceso il rapporto di indebitamento tra le pubbliche amministrazioni e il Pil (-3,1%), restando invariato rispetto ad aprile scorso, si conferma il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%. Tanti buoni numeri, tutta roba tecnica. Ma la realtà è che manco stavolta è arrivata la tanto auspicata uscita dal Patto. E siamo alla vigilia della Manovra.
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La mazzata della pressione fiscale
Il dato più impressionante, però, è ancora un altro e va al di là del rapporto tra deficit Pil che resta invariato. Anzi, semmai aggrava la situazione. Il dato sulla pressione fiscale è elevatissimo. Sfiora il 43%, si attesta al 42,9 per cento. Numeri impressionanti se si considera il trend che risulta in aumento dello 0,7 per cento per il 2025. Abbiamo pagato tutti più tasse, non siamo riusciti a soddisfare i criteri per uscire dal Patto. La grande promessa della manovra scorsa s’è frantumata. E adesso, davvero, tutto può succedere.
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