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Morbillo, l’Italia prima in Europa per numero di contagi

Il rapporto del centro europeo della prevenzione delle malattie

di Priscilla Rucco -


Il morbillo torna a correre in Europa e l’Italia si ritrova in testa alla classifica dei contagi. A certificarlo è l’ultimo rapporto mensile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Ecdc, che fotografa l’andamento della malattia nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026. In dodici mesi le notifiche complessive hanno raggiunto quota 2.339, oltre duemila delle quali verificate con esami di laboratorio. Nessun decesso è stato attribuito all’infezione, ma i numeri descrivono un virus che continua a trovare spazio.

Un caso europeo su quattro è italiano

Nel periodo osservato l’Italia ha comunicato all’agenzia di Stoccolma 640 casi, 548 dei quali confermati: poco più del 27% del totale continentale. Soltanto nel primo semestre di quest’anno le segnalazioni sono state 537, il valore più elevato dell’area. Seguono, a distanza, la Bulgaria con 502 casi, la Romania con 310, la Spagna con 243 e la Francia con 174. Insieme, questi cinque Stati raccolgono circa quattro infezioni su cinque. Il primato italiano riguarda però i numeri assoluti. Rapportando i contagi alla popolazione, è la Bulgaria a presentare l’incidenza più alta, con 78 casi per milione di abitanti a fronte di una media europea di poco superiore a 5.

Dopo il picco di aprile la curva scende

Nel nostro Paese la fase più critica si è concentrata in primavera: ad aprile le notifiche sono arrivate a 171. Da allora la tendenza si è invertita e a luglio i nuovi casi sono stati 29, un dato che colloca l’Italia al secondo posto nel mese, alle spalle della Bulgaria con 61. Nell’intera area, a luglio, le infezioni sono state 118, distribuite in tredici Paesi, mentre sedici non ne hanno registrata alcuna. L’Ecdc invita comunque alla prudenza: le cifre più recenti potrebbero crescere per effetto dei ritardi nelle segnalazioni.

I più piccoli pagano il prezzo più alto

A essere maggiormente esposti sono i bambini. Il tasso di notifica più elevato riguarda i piccoli sotto l’anno di vita, con 59,3 casi ogni milione di abitanti, seguiti dalla fascia tra uno e quattro anni, con 28,6. Nel primo gruppo rientrano bambini che, per età, non hanno ancora ricevuto la dose prevista dal calendario vaccinale e che dipendono quindi dall’immunità di chi li circonda. Il dato sullo stato vaccinale è eloquente. Tra i 2.052 pazienti per i quali l’informazione era disponibile, quasi tre su quattro, il 73,1%, non avevano ricevuto alcuna dose, il 15,8% ne aveva fatta una sola e appena il 9% aveva completato il ciclo con due somministrazioni. È un elemento che pesa, perché il morbillo è tra le infezioni più contagiose conosciute e, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, può provocare complicanze serie, tra cui polmonite ed encefalite, soprattutto nei più piccoli e negli adulti.

La soglia del 95% resta lontana

Per interrompere la catena dei contagi, ricorda l’agenzia europea, occorre che almeno il 95% della popolazione riceva entrambe le dosi. Nel 2024 l’obiettivo è stato centrato soltanto da Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo. L’Italia raggiunge la soglia per la prima somministrazione, ma resta indietro sul richiamo, fermo intorno all’84%. Il monitoraggio evidenzia inoltre che la malattia non arriva soltanto dall’estero: dei casi europei, 929 sono stati contratti localmente, 222 sono risultati importati e 163 collegati a un’importazione, mentre per 1.025 l’origine non è nota. Il quadro europeo si inserisce in un contesto internazionale che desta attenzione: anche negli Stati Uniti la malattia sta conoscendo una forte ripresa, sebbene i dati americani provengano da sistemi di sorveglianza diversi e non siano direttamente confrontabili.

Sotto osservazione anche la rosolia

Lo stesso rapporto segue l’andamento della rosolia. Nei dodici mesi considerati le notifiche sono state 81 in 29 Paesi, con la Polonia in testa (63) e Germania e Italia a quota sette ciascuna. A luglio i casi segnalati sono stati otto, due dei quali in Italia. Anche in questo caso non si registrano vittime. Un bilancio che invita a non considerare archiviate malattie che un vaccino sicuro ed efficace consente di prevenire.

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