A complicare il quadro, un Mediterraneo che nel 2025 è diventato un accumulatore di energia termica con punte di 26,6°C a luglio
Esce un rapporto sul clima e il pensiero può andare all’immagine dell’Italia come un’unica penisola baciata dal sole e lambita dall’acqua.
I dati del Rapporto del SNPA 2025
La fotografia del Sistema che riunisce Ispra e le Agenzie delle regioni? Descrive una realtà molto più inquietante: un Paese meteorologicamente spaccato in due, dove il confine tra Nord e Sud non è più solo geografico, ma “vitale”.
Il paradosso del 19%
Perché stiamo finendo le scorte. Il dato più scioccante, e spesso ignorato dai media, non riguarda quanto ha piovuto, ma quanta acqua è rimasta.
Nel 2025, la disponibilità idrica nazionale è crollata del 19% rispetto al solo 2024. Non è un lento declino, è come un’emorragia. Il Nord ha registrato un surplus di piogge del 7%, “recuperando” terreno. Il Sud è precipitato in un’aridità quasi desertica con un calo del 5%.
I 121 giorni di silenzio (della pioggia)
Per rendere l’idea, bisogna andare a guardare ai record negativi di “giorni consecutivi senza pioggia”.
Il tema giornalistico ricorrente, da tempo, le ondate di calore. Ma sono stati e sono veri e propri blocchi climatici. La costa ionica della Calabria ha toccato i 121 giorni asciutti consecutivi, seguita da Sardegna (118) e Sicilia (116).
In Sicilia, una severità idrica rimasta “alta” per l’intero anno, segnando un punto di non ritorno per l’agricoltura e gli usi civili, nonostante un cauto ottimismo.
Un mare che “bolle” e scatena l’inferno
A complicare il quadro, un Mediterraneo che nel 2025 è diventato un accumulatore di energia termica con punte di 26,6°C a luglio. Un calore che non rovina solo le vacanze, ma diventa carburante per eventi estremi localizzati e violentissimi.
I 600 mm di pioggia caduti in sole 24 ore tra Piemonte e Valle d’Aosta o i 200 mm in 12 ore nel Friuli-Venezia Giulia sono i sintomi di un sistema che non sa più gestire l’eccesso di energia.
La sfida del riscaldamento e dei trasporti
Le industrie e le rinnovabili segnano passi avanti ma l’Italia resta “rimandata” su due fronti critici: trasporti e riscaldamento.
Quali interventi auspicare? Il rischio – sempre attuale – non è solo un’estate più calda, ma la definitiva trasformazione del Sud in un’area a sovranità idrica limitata. Con il Nord a combattere contro alluvioni e valanghe sempre più imprevedibili. Questa, la fotografia del clima e dell’acqua in Italia.