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Cronaca

Salerno, il maxi‑blitz che smaschera la falla del decreto flussi

L'operazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza rivela un meccanismo aggirato con facilità

di Enzo Ricci -


Un blitz dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro e dei Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno ha portato a 18 arresti in tutta Italia, con misure cautelari per 22 persone indiziate di far parte di un’associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha coinvolto dieci province – da Salerno a Roma, da Pisa a Brescia – e ha portato al sequestro di ingenti somme di denaro. Il giro d’affari illecito stimato ammonta a diversi milioni di euro.

Il meccanismo: sfruttare il decreto flussi con richieste fittizie

Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe presentato centinaia di richieste di nullaosta al lavoro nell’ambito dei decreti flussi ed emersione, utilizzando aziende compiacenti o create ad hoc e avvalendosi di liberi professionisti e intermediari. I destinatari erano cittadini extracomunitari, soprattutto marocchini, bangladesi e indiani, disposti a pagare cifre elevate pur di ottenere un titolo di soggiorno. Il quadro ricostruito è quello di una filiera criminale perfettamente organizzata con intermediari stranieri che reclutavano connazionali desiderosi di entrare o restare in Italia, datori di lavoro compiacenti che attestavano falsamente requisiti mai posseduti, professionisti e intermediari incaricati di costruire la documentazione falsa e soggetti privati che, durante i click day, inoltravano le domande telematiche dietro compenso.

La permeabilità del decreto flussi: una falla che si ripete

L’inchiesta conferma ciò che ormai appare evidente. Il decreto flussi è un meccanismo permeabile, facilmente manipolabile, incapace di garantire controlli efficaci. Nato per regolare l’ingresso dei lavoratori stranieri, si è trasformato in un varco sfruttato da reti criminali che non devono neppure violare la legge, perché basta piegarla, approfittando delle sue debolezze strutturali. È un flop politico che si ripresenta con puntualità. Nonostante la retorica securitaria del governo Meloni, il decreto continua a essere uno strumento inefficace nel contrastare i fenomeni criminali connessi all’immigrazione. Le indagini lo dimostrano. Il sistema non seleziona, non filtra, non protegge. Si lascia attraversare.


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