L’ultimo dribbling di Sandro Mazzola, il calcio italiano in lutto
Capitano della Grande Inter, volto e bandiera della Nazionale: il calcio italiano è ancora più solo
L’ultimo dribbling di Sandro Mazzola. Se ne è andato a 83 anni il capitano della Grande Inter. Simbolo, e non è retorica, di un calcio che davvero non c’è più. E di cui, adesso, si sente un po’ di più la nostalgia. La scomparsa del grandissimo campione, una vita intera dedicata ai colori nerazzurri, è la notizia con la quale si sono risvegliati milioni di italiani. Non ci voleva. Non lo piangono solo gli interisti, lo salutano con rispetto tutti gli innamorati del pallone. Riconoscendo in lui una delle (vere) bandiere che nemmeno la morte riuscirà ad ammainare.
Addio a Sandro Mazzola
Campione e figlio d’arte. Suo papà fu Valentino Mazzola, anima e capitano coraggio del Grande Torino. Un’epopea invincibile e sfortunata, quella dei granata, che finì a Superga in quell’incidente aereo che segnò per sempre il calcio italiano. Lui, Sandro, nacque torinese e visse tutta la vita a Milano. Sponda nerazzurra. Con addosso la maglia della Beneamata, Mazzola ha giocato dal 1961 al 1977 570 partite, in un’epoca in cui il campionato di Serie A era a sedici squadre. Ha segnato 162 reti, in un’era in cui le difese martellavano e il catenaccio era la regola. Vincendo 4 campionati nazionali, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Capitano per 7 stagioni, Sandro Mazzola fu il volto dell’epoca d’oro della Grande Inter.
L’epopea in Nazionale
Sandro Mazzola, però, fu pure bandiera della Nazionale. Dici Mazzola e pensi a Messico ’70. La staffetta. Lui, interista e Gianni Rivera, milanista. Due modi differenti di rappresentare Milano. Due modi diversi di interpretare il ruolo di trequartista e regista. Due talenti egualmente invincibili. Con l’Italia, Mazzola vinse un Europeo nel 1968. Quel mondiale sfumò solo di fronte a Pelé, Garrincha, all’altitudine e alla fatica di giocare contro il Brasile più forte di sempre dopo aver vinto all’Azteca la partita del secolo contro la Germania.
Il lutto dell’Inter
L’Inter si è listata a lutto per salutare la scomparsa di Sandro Mazzola. “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”. E ancora si legge in una nota apparsa sul sito: “La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l’ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti? – si chiede il club nerazzurro – E poi si fa fatica, attanagliati da una malinconia che è già presente e che non ci lascerà, perché ci sembra di vederlo ancora qui, tra la sede ed Appiano, a ricordare di Puskas, di Herrera, di Suarez e Corso, un aneddoto dietro l’altro subito da mischiare con l’attualità, la voglia di Inter accesa negli occhi, di parlare di Lautaro e della nostra Inter, quella di adesso, quella di sempre”.
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