Economia

Giorgetti: “Extraprofitti, niente soldi dalle banche”

di Cristiana Flaminio -


Le banche non hanno pagato allo Stato alcuna tassa sugli extraprofitti ma hanno preferito optare per i meccanismi di rafforzamento patrimoniale: lo ha affermato il ministro all’Economia e alle finanze Giancarlo Giorgetti durante il question time di oggi alla Camera sul tema degli extraprofitti bancari. “Il rafforzamento patrimoniale delle banche ha contribuito a mantenere o addirittura migliorare i livelli di rating e questo ha contribuito alla riduzione dello spread registrata nel nostro Paese negli ultimi mesi e quindi a un risparmio sugli interessi passivi”, ha dichiarato il ministro che ha aggiunto: “Nel bilancio dello non è mai stata ascritta alcuna somma connessa all’attuazione di tale disposizione e  al momento non risultano essere pervenuti versamenti con riferimento all’imposta in esame, esattamente come previsto dalla relazione tecnica”.

Insomma, le parole del ministro Giorgetti certificano quello che, da molti osservatori, è stato già bollato come il flop della tassa sugli extraprofitti bancari. Epperò è stato proprio Giorgetti a spiegare che, nonostante non ci sia stato un apprezzabile introito per lo Stato, tuttavia un guadagno, per l’Italia, pure c’è. E riguarda, appunto, la ritrovata solidità del settore bancario che ha consentito al sistema Paese di rafforzare la sua credibilità internazionale nei confronti degli investitori e della finanza. Spingendo osservatori e agenzie di rating a confermare il giudizio sull’Italia.

La decisione aveva infiammato la già torrida estate di un anno fa. L’annuncio del governo guastò il Ferragosto di molti banchieri e, soprattutto, indusse la politica a rientrare, subito, al lavoro. Per tentare di trovare una quadra tra le scelte del governo e le esigenze del settore creditizio. Una lunga ed estenuante mediazione portò alla soluzione del rebus. Con il governo che aprì all’ipotesi di consentire alle banche di utilizzare i denari che, altrimenti, avrebbero dovuto pagare sugli extraprofitti maturati grazie all’impennata dei tassi, per rafforzare la propria situazione patrimoniale. Una scelta che hanno percorso praticamente tutti.


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