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Il prezzo di Ferragosto

Quanto ci costano le ferie: sempre più italiani restano a casa, ecco perché

di Giovanni Vasso -


Ferragosto è passato, è arrivato il momento di fare i conti. Con l’estate. C’è, però, chi è stato costretto a farli prima. Negandosi, per ragioni economiche, persino la tradizionale gita agostana. Quest’anno sono stati addirittura 4,4 milioni gli italiani che hanno deciso di soprassedere, avendo trovato solo ragnatele nei portafogli messi a durissima prova dall’inflazione (a luglio scesa solo di un decimo al 2,9% rispetto al 3% di giugno), dal rincaro dei carburanti, dai prezzi folli di lidi, ristoranti e hotel. Una ricerca Emg commissionata da Facile.it inchioda il Paese di fronte alla realtà. Ci sono ben 2,2 milioni di italiani che, chiaramente e senza nessun infingimento, hanno candidamente ammesso che di esser stati scoraggiati dal prenotare tavoli, ombrelloni e camere a causa dei rincari dei prezzi che vanno avanti da mesi.

Ferragosto (pieno) di debiti

Ferragosto è passato, per tanti è stato fonte di (ulteriori) debiti. Anzi, di nuove rate da pagare. Diverse famiglie non se la son sentita di passare il giorno clou dell’estate in casa, a boccheggiare tra condizionatori a palla e tv che trasmette solo ansia e vecchi film. Stando al centro studi di Confcooperative, almeno due italiani su dieci si son finanziati la vacanza con la formula, ormai arcinota (e strausata) del buy now, pay later. Tre rate, senza interessi: il prodotto di punta del fintech. Che sta soppiantando i piccoli prestiti, sotto i 1.500 euro, delle banche e delle finanziarie (calati del 29%). Il Bnpl, infatti, negli ultimi tre anni è salito del 127 per cento e solo nel 2026 è aumentato, il ricorso a questa formula, del 23 per cento.

Un pranzo per onorare la festa

Ferragosto è passato, la spesa si sente (solo) adesso. Nemmeno chi non è partito non ha potuto fare a meno di celebrare, con il più classico dei pranzi, la ricorrenza. Conflavoro ha fatto i conti della spesa alimentare. Che, a quanto pare, è stata “democraticissima”: il conto “appena” di venti euro a persona per una spesa complessiva, considerando un desco da otto coperti, di 170 euro. Il menu è il più classico dell’estate: antipasto di salumi e mozzarelle, pasta al forno, grigliata mista, contorni, anguria, dolce, vino, birra e caffè. Il Centro Studi Fipe-Confcommercio riferisce che, in termini di spesa, il mese di agosto è quello “in cui si spende di più per colazioni, aperitivi, pranzi e cene fuori casa”. Gli italiani, pure quelli che non hanno viaggiato, si son goduti (almeno) un cornetto al bar, una pizza in più. La spesa complessiva sfiora gli 11 miliardi, attestandosi a 10,8 miliardi. Il boccone più goloso alla ristorazione che, da sola, ha assorbito 6,2 miliardi. Seguono i bar con 2,2 miliardi. Ferragosto è stata la giornata in cui s’è speso di più: un miliardo, suppergiù, per il pranzo.

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La bolletta che verrà

Ferragosto, per un attimo ci si può scordare della bolletta. Ma se non fosse stato per i turisti stranieri, altro che record. Sarebbe stata un’estate deprimente. Il Sindacato italiano dei balneari ha accusato una diserzione di massa degli italiani dagli ombrelloni: -15%, per fortuna l’Europa s’è mobilitata per sostenere il turismo italiano e le presenze sono salite, dall’estero, di quasi il 10%. La Cna Turismo ha riferito che, dal 1° al 23 agosto, l’Italia ha ospitato ben 17,4 milioni di turisti. Più stranieri (9 milioni) che italiani (8,4). L’impatto economico è stato stimato in oltre quindici miliardi. Lo scenario è chiaro. L’Italia è il Paese più premiato dall’Unesco, l’ultima “entrata” riguarda la nostra cucina. Ma si sta trasformando, sempre di più, in un luna park per stranieri (possibilmente altospendenti) che per italiani. A cui non rimane altro che il condizionatore a intermittenza e la lamentela, a getto continuo, sui social. 


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