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Cronaca

Fondi Ue alla scuola, prof e R-Store Apple Reseller nella bufera

L'ad del noto network di informatica al centro del sistema scoperchiato da una "gola profonda"

di Angelo Vitale -


Prof universitari, ricercatori del Cnr e docenti di scuole superiori al centro di un’inchiesta della Procura Europea per aver pilotato l’assegnazione di fondi Ue destinati all’istruzione: nella bufera pure R-Store, notissimo Apple Premium Reseller.

L’inchiesta, partita da Palermo tre anni fa con l’arresto di una preside del quartiere Zen, ha rivelato un sistema di favoritismi verso società private come R-Store, Informatica Commerciale e Databroker, in cambio di cellulari, smart tv e regali personali.

Le rivelazioni di una dipendente – una “gola profonda” che ha rivelato i fatti – hanno permesso di scoprire tutto. Un meccanismo ben organizzato, con referenti territoriali e un “deus ex machina” al vertice delle operazioni.

L’inchiesta parte da Palermo

Tre anni fa la Procura di Palermo arrestò una dirigente scolastica dello Zen. Era stata scoperta a “fare la cresta” sui pasti della mensa. In più, obbligava la scuola ad acquistare pc e tablet dalla R-Store, ottenendo in cambio telefoni di ultima generazione e regali per sé e la famiglia. La dirigente ha patteggiato, ma la vicenda è diventata subito più ampia.

Grazie alle rivelazioni di Alessandra Conigliaro, dipendente della R-Store e gola profonda dell’inchiesta, i magistrati hanno allafrgato le indagini. E scoperto un vero e proprio “sistema perverso” che coinvolge docenti universitari, ricercatori e altri dipendenti pubblici.

Come funzionava il meccanismo

Gli indagati favorivano l’assegnazione di forniture a società specifiche: R-Store, Informatica Commerciale, Databroker. In cambio accumulavano veri e propri “tesoretti”, usati per acquistare smartphone, smart tv e altri beni personali.

Secondo i magistrati, la causa personale prevaleva su quella pubblica. Atti amministrativi formalmente regolari venivano piegati agli interessi dei singoli. Questo sistema ha consentito di pilotare gare anche di importi significativi, influenzando le forniture di beni e servizi per scuole e enti universitari.

I protagonisti

Tra i docenti coinvolti, Corrado Leone del Cnr di Napoli e Portici, Luigi Cembalo e Roberto Freda della Federico II di Napoli, Luciano Airaghi dell’Its Fondazione Minoprio, Carlo Palmieri, presidente Its Academy Napoli, e Enrico Cafaro, docente di Scienze Economiche alla Federico II.

Al vertice della filiera commerciale, Giancarlo Fimiani, amministratore delegato della R-Store, definito dai magistrati un “deus ex machina” capace di orientare le gare. Sul territorio, i contatti erano gestiti da Mario Piacenti, che coordinava i referenti locali e manteneva i collegamenti con Conigliaro, la gola profonda dell’inchiesta.

Per 16 degli indagati l’Eppo chiede al Gip la misura degli arresti.

Il ruolo delle aziende

R-Store, Apple Premium Reseller con oltre 32 punti vendita in Italia, si presentava come partner digitale di scuole e università. Le indagini hanno ricostruito come la società sfruttasse relazioni consolidate con enti pubblici, proponendo forniture e servizi di formazione in cambio di vantaggi personali per i dipendenti pubblici.

Informatica Commerciale e Databroker erano parte integrante del sistema, fornendo beni e servizi in modo mirato per soddisfare gli interessi degli indagati.

Fondi europei colabrodo

L’inchiesta rivela ancora una volta la vulnerabilità dei controlli sui fondi europei destinati al nostro Paese. Anche stavolta, la gestione discrezionale, unita a relazioni consolidate con fornitori privati, ha permesso di trasformare risorse pubbliche in vantaggi personali.


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