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Cronaca

Garlasco, indagini chiuse: “Sempio uccise Chiara”

Atti notificati all'indagato, i legali: "Non c'è nessuna novità"

di Cristiana Flaminio -


Indagini chiuse: per la Procura della Repubblica di Pavia sarebbe stato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto del 2007. Lo avrebbe fatto a causa del rifiuto, da parte della ragazza, delle sue avances. Di fronte al no, Sempio avrebbe impugnato un martello colpendo la giovane per dodici volte. Fino ad ucciderla. Una ricostruzione che rimprovera al ragazzo all’epoca dei fatti 19enne di aver agito con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. Ora gli atti sono ufficiali, nel senso che sono stati notificati allo stesso Sempio.

Indagini chiuse: Sempio uccise Chiara Poggi

Le indagini sono state chiuse e ora ne è arrivata notifica pure ad Andrea Sempio e ai suoi legali. Che, da adesso, avranno venti giorni di tempo per decidere la loro strategia. A cominciare dalle memorie difensive e dalla presentazione di ulteriori elementi che ritengono possano alleggerire la posizione del loro assistito. Di sicuro gli avvocati vorranno prendere visione degli atti contenuti nel fascicolo d’inchiesta della Procura di Pavia. Le accuse, oltre a riaprire dopo quasi vent’anni uno dei casi di cronaca più discussi della storia recente italiana, sembrano davvero gravi.

L’ipotesi della Procura

Negli atti di indagine, si legge che Sempio “colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. E quindi trascinava Chiara Poggi “al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e quando la giovane provò a reagire “mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi”. Una violenza che sarebbe esplosa a causa del “no” che Chiara avrebbe opposto ai suoi approcci sessuali. Ricostruzioni, queste, che la difesa ha già respinto.

La replica dei legali

Per l’avvocato Libero Cataliotti non sarebbe emersa alcuna novità dall’avviso di conclusione indagini per il suo assistito. “Conforme all’imputazione dell’invito a comparire, quanto alla portata dell’accusa non c’è alcuna novità”, ha affermato il legale a Canale 5. “Stiamo chiedendo l’accesso al fascicolo e intendo con questo le prove che hanno supportato la più pesante imputazione che possa esserci nel nostro sistema penale”, ha affermato Cataliotti. Che promette: “Leggeremo le trascrizioni e confido che ci siano i file audio. Io mi permetto di fare appello alla prudenza”.


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