Giallo Pietracatella: nuove tecniche per svelare mistero ricina
Già all'opera il team coordinato dal professor Christian Herzog. Lavorerà in sinergia con il professor Locatelli dell’istituto pavese per provare a fare luce definitiva sui fatti
Il caso del giallo di Pietracatella in provincia di Campobasso a una svolta decisiva?
Il mistero della ricina
Per sbrogliare un mistero inestricabile che dura ormai da mesi, la Procura di Larino ha deciso di continuare a puntare tutto sulla scienza di ultima generazione e sulla cooperazione internazionale.
Presso l’Istituto Maugeri di Pavia, la procuratrice Elvira Antonelli ha ufficialmente affidato l’incarico ai “super esperti” del Robert Koch Institute di Berlino, leader mondiali nello studio delle tossine biologiche.
Già all’opera il team coordinato dal professor Christian Herzog. Lavorerà in sinergia con il professor Locatelli dell’istituto pavese per provare a fare luce definitiva su quello che da mesi ha tutta l’aria di essere un sofisticato delitto.
L’ipotesi della Procura: la convinzione di un duplice omicidio
I magistrati e gli investigatori italiani – al Maugeri pure il questore di Campobasso, Farinacci e il capo della Squadra Mobile, Graziano – seguono una pista ben precisa.
Palese da mesi la convinzione in Procura che si tratti di un duplice omicidio premeditato. Secondo la ricostruzione, le due donne vittime non di una tragica fatalità ma di un mirato avvelenamento letale provocato dalla ricina.
La tesi degli inquirenti ipotizza la tossina somministrata deliberatamente attraverso un vettore specifico. Forse camuffata all’interno di sostanze insospettabili, spingendo la magistratura a blindare la scena del crimine alla ricerca del colpevole.
Nuove tecniche d’avanguardia e caccia alle tracce invisibili del giallo di Pietracatella
Per confermare l’ipotesi del duplice omicidio e mappare la “filiera” del veleno, gli scienziati utilizzeranno metodologie scientifiche e investigative d’avanguardia. Tecniche mai come ora fondamentali per risolvere il cold case molecolare di Pietracatella.
In azione, nella casa del delitto, reagenti specifici e ad alta sensibilità. È stato programmato un nuovo e decisivo sopralluogo nella abitazione sigillata dallo scorso dicembre. Gli esperti utilizzeranno speciali reagenti di ultima generazione capaci di individuare tracce infinitesimali di ricina anche a diversi mesi di distanza dai fatti, superando i limiti dei normali test di laboratorio.
Prevista pure una nuova analisi molecolare sugli alimenti. Sotto la lente d’ingrandimento del team internazionale, circa settanta campioni di alimenti ancora sotto sequestro, oltre ai reperti prelevati nell’abitazione, per capire come la sostanza sia stata prodotta e confezionata.
Lo screening immunologico dei contatti pregressi
Le indagini non si fermeranno agli screening ambientali. Verranno infatti applicate tecniche cliniche innovative sui campioni biologici di Gianni e Alice Di Vita, i due superstiti della famiglia.
La ricerca, concentrata sulla presenza di eventuali anticorpi naturali. Un dettaglio tecnico predittivo per svelare contatti pregressi e ripetuti con la ricina. Una strada per offrire agli inquirenti una prova fondamentale e forse definitiva del contesto criminale.
Grazie a questo dispiegamento di nuove tecniche bio-analitiche, gli esperti tedeschi e italiani cercheranno di stabilire l’esatta modalità di somministrazione della tossina. Dettagli invisibili da trasformare nella chiave per risolvere il giallo di Pietracatella.
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