Il giorno del ricordo delle foibe contro la polarizzazione della verità storica
La verità storica deve essere raccontata tutta intera, non se ne possono tacere dei “pezzi”. Per anni la storia della seconda guerra mondiale è stata narrata senza la tragedia delle foibe e della realtà dell’esodo giuliano – dalmata. Un’infamia!
Se l’epilogo del fascismo e ancora di più del regno d’Italia, sotto la dinastia dei Savoia, è stato all’insegna dei tradimenti del re Vittorio Emanuele III, che tradì prima gli ebrei, poi l’esercito, fuggendo dopo l’8 settembre 1943, lasciando decine di migliaia di soldati italiani in balia dei tedeschi e delle deportazioni, la fine della guerra fu all’insegna del tradimento di Togliatti, che, seppure senza che mai se ne sia stata fatta menzione nelle celebrazioni ufficiali, per decenni, nel nostro secondo dopoguerra, abbandonò tutti i nostri partigiani cattolici, laici e liberali, al comando jugoslavo nel 1944, regalando il fronte orientale al maresciallo Tito ed ai suoi partigiani, croati, sloveni e serbi.
L’esodo giuliano-dalmata e la perdita delle terre irredente
Un’odissea anche per i civili italiani e le nostre famiglie che dovettero abbandonare il Carnaro, l’Istria e la Dalmazia, ritrovandosi senza niente dall’oggi al domani, dopo avere fieramente abitate le terre irredente riconquistate dopo la sanguinosa, ma vittoriosa, prima guerra mondiale, la nostra grande ultima guerra d’indipendenza, miseramente tradita per lasciare il posto ad una fratricida, odiosa ed inutile guerra civile italiana dal 1943 al 1946 e oltre. Così infatti Togliatti ridusse la nostra resistenza partigiana sul fronte orientale per ubbidire agli ordini di Mosca e di Belgrado.
E tutto questo ancora o non viene raccontato o rientra in quella sorta di assurda polarizzazione della verità storica, in base alla quale, a seconda del punto di partenza ideale o ideologico, una narrazione avviene in una direzione oppure nella direzione opposta, rovesciata, capovolta, completamente artefatta.
Ucraina e il rovesciamento della realtà storica
Eppure una verità esiste! Eccome se esiste, come si conta oggi sul fronte orientale dell’Europa laddove in Ucraina siamo ormai giunti ai due milioni di soldati morti, feriti o dispersi, di cui 1,2 milioni russi. Per non parlare dei civili. Eppure questa è la realtà storica, anzi, la narrazione della cronaca, dell’attualità dell’oggi, dell’assurdità di chi confonde l’aggressore con l’aggredito e la vittima con il carnefice.
Ma non è solo in Ucraina che c’è chi vede un’altra realtà, capovolta, anche in Palestina, con tutto quello che è seguito al 7 ottobre ed ai rigurgiti di antisemitismo contro i quali ci hanno messo in guardia la senatrice a vita Liliana Segre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il ministro Giuseppe Valditara, durante la celebrazione del 27 gennaio, giornata della memoria della Shoa, al Quirinale.
Contro i negazionismi: vivificare la memoria
Il Ministro, in particolare, ha sottolineato quanto la memoria non debba essere un esercizio passivo o una semplice ricorrenza storica, ma deve essere “vivificata” e attualizzata, attraverso l’incontro con la storia, con i testimoni, affinché diventi uno strumento per interpretare e agire nel presente. Il rapporto con i “fatti”, in altre parole, deve riportare sempre alla mente la loro verità oggettiva. E durante la cerimonia si è spesso messo in guardia contro i “negazionismi” di ogni colore che aspettano che passi il tempo per cancellare la memoria anziché “vivificarla”.
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