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Editoriale

Il monito di Leone XIV ci ricorda che la pace non si ottiene con le armi

di Adolfo Spezzaferro -


L’appello alla pace di Leone XIV arriva nel momento più difficile per l’Unione europea e per l’ordine globale ormai sempre più disordine. Mentre la diplomazia mondiale è messa all’angolo e imperano la forza militare e la prepotenza, il Papa rimette al centro una verità universale, che vale per tutti – credenti e non – la pace non si costruisce con l’equilibrio del terrore, ma con il coraggio del dialogo.

Un messaggio chiaro e forte, molto concreto, rivolto a un mondo che sembra aver smarrito il linguaggio della mediazione. Come non pensare alla guerra tra Russia e Ucraina. Dopo anni di sangue, distruzioni e migliaia di vittime civili, il conflitto rischia di trasformarsi in una guerra permanente, alimentata da interessi strategici globali, in cui la Ue appare supinamente schiacciata sulle posizioni di Nato e Usa. Eppure, proprio mentre sul campo si continua a combattere e a bombardare, si moltiplicano i segnali di possibili negoziati, diretti o indiretti, con la possibilità che proprio Bruxelles invii un mediatore (in pole position c’è Mario Draghi) a Mosca.

In questo scenario, l’appello di Leone assume un valore che va ben oltre la diplomazia vaticana. Quando il Pontefice parla appunto della necessità di “creare ponti” e di recuperare un linguaggio “chiaro, senza distorsioni né ostilità”, indica la condizione indispensabile per qualsiasi trattativa credibile: ricostruire fiducia. Senza questo passaggio, ogni tavolo negoziale rischia di ridursi a propaganda (in stile Trump, per intenderci).

L’autorità morale della Santa Sede e del capo della cristianità sono un monito per i governi e per i leader mondiali: nessuna pace può nascere dall’umiliazione dell’avversario. Per questo il richiamo al multilateralismo e al bene comune non è un’utopia disarmata. È, forse, l’unica strada ancora percorribile per evitare che il conflitto ucraino scateni una pericolosa escalation. Proprio ora che la pace sembra meno lontana.


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