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Sociale

Il Papa in visita nella periferia romana del Quarticciolo

di Andrea Canali -


Sicuramente toccante e molto attesa si può considerare la terza uscita da parte del Papa nelle parrocchie romane, ci stiamo riferendo a quella che si è tenuta al Quarticciolo domenica scorsa. Tale quartiere da sempre si può considerare difficile e fragile, ma autentico allo stesso tempo, dove il calore dei fedeli e delle tante persone presenti non si è fatto attendere. Infatti, sono comparsi a dare il benvenuto al Pontefice anche degli striscioni nel cortile dell’oratorio per celebrare tale visita.

Con un significativo “Daje Papa Leone, sei un grande” che nel dialetto romano esprime appunto, tutto l’affetto e la stima che la gente semplice di questo quadrante di Roma, ha tributato al Vicario di Cristo, comprovando un grande slancio, partecipazione e notevole devozione. Prevost ha raggiunto la parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo intorno alle ore 16, dove è stato accolto, come previsto, dal Cardinale vicario Baldo Reina e dal parroco della comunità, Padre Daniele Canali. Ricordiamo che è il terzo Papa che si reca al Quarticciolo. Infatti precedentemente vi avevano fatto visita nel 1963 San Giovanni XXIII, ossia il c.d.  “Papa buono”, e successivamente San Giovanni Paolo II, nel 1980.

Incontri sicuramente significati che sono rimasti nei cuori e nelle menti delle persone che li hanno vissuti, parimenti a quello tenutosi con Leone XIV. Entrando nel merito, come da programma, la visita prevedeva una sosta nel cortile, dove poter incontrare i bambini del catechismo e le loro famiglie. Poi si è proseguito nel salone parrocchiale, per incontrare anziani, disabili, volontari, e madri di persone con problemi di tossicodipendendenza, detenute in carcere.

A tal proposito il santo Padre ha voluto donare loro una riflessione sull’uso degli stupefacenti anche per incoraggiarle e sostenerle in un percorso così duro, e a tal proposito ha detto sul: “problema della droga che esiste anche in tanti luoghi, anche qui in questa zona” è necessario: “rifiutare sempre quello che fa male e cercare di dire sì alla salute, sì a quello che fa bene, sempre. No alla droga però sempre sì a quello che fa bene” e poi parlando ai giovani ha ricordato loro che hanno“ una responsabilità” e che devono “essere maestri in questo senso”. E continuando: “scegliete, eliminiamo dalle strade questi problemi forti” dando loro coraggio e speranza.

Ricordiamo che nell’apertura del suo discorso il Vicario di Cristo pur essendo in visita ad una periferia romana ha subito parlato e ribadito le sue preoccupazioni (già espresse all’Angelus), per quello che stiamo subendo e vivendo nei contesti internazionali, affermando: Sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo, specialmente ieri oggi e non sappiamo per quanti giorni, e nel Medio Oriente. La guerra di nuovo. E dobbiamo essere anche noi annunciatori del messaggio di pace”.

Non solo, ma al centro dell’omelia Il Santo Padre dice: “Ascoltiamolo, entriamo nella sua luce…., a cominciare dal quartiere che abitiamo”, Poi l’appello del Pontefice a tutta la parrocchia: “tutta la vita della parrocchia e dei suoi gruppi esiste per questo: “è un servizio alla luce, un servizio alla gioia”. E poi aggiunge “Anche la vostra parrocchia riceve da questo Vangelo una missione”, ha assicurato il Papa: “A fronte dei numerosi e complessi problemi di questo territorio, che incombono sui giorni del vostro abitare qui, a voi è affidata la pedagogia dello sguardo di fede,…. di speranza su ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere”.  

E continua quasi come monito e speranza finale: “Sotto il motto programmatico ‘Facciamo Comunità’, questa parrocchia ha intrapreso un cammino per rafforzare il senso di appartenenza e l’accoglienza, con le braccia aperte, di tutti. Sono contento e vi incoraggio, andate avanti in questo cammino di apertura al territorio e di cura delle sue ferite. E spero che altri si uniscano a voi per essere qui al Quarticciolo, lievito di bene e di giustizia”.


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