L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Il conflitto continua. Kallas vuole altre sanzioni contro la Russia

La guerra nel Donbass

di Mauro Trieste -


La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante un briefing ha accusato le autorità britanniche di voler “coinvolgere i loro vassalli ucraini nella loro ultima avventura geopolitica” in Medio Oriente. “Presumibilmente, Londra contribuirà a inviare nella regione gli specialisti competenti del regime di Kiev. Lo sappiamo, Londra è altamente qualificata nello sviluppo di opzioni come i ‘one way ticket’”, ha aggiunto Zakharova. Secondo la diplomatica russa, non vi è motivo di credere che il conflitto in corso nel Golfo Persico impedirà all’Occidente di rifornire di armi l’Ucraina.

Le mosse della Russia sul campo di battaglia ucraino

Mosca prevede di intensificare l’offensiva nella regione di Donetsk all’inizio della primavera. Per sferrare l’attacco avrebbe accumulato importanti risorse negli ultimi mesi. Attualmente ha concentrato i maggiori sforzi per avanzare verso Hryshyne, a nord-ovest di Pokrovsk. Nel frattempo, proseguono i combattimenti nella parte orientale dell’insediamento.

Il fronte energetico

Incontro al Cremlino nella giornata di ieri tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, per discutere dello stop al flusso del petrolio russo diretto in Ungheria e Slovacchia attraverso l’Ucraina. Gli ungheresi sostengono che gli ucraini stiano ritardando volutamente le riparazioni dell’oleodotto Druzhba. Per il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, gli acquirenti di petrolio russo sono “sotto ricatto”. Bratislava ha deciso di interrompere le forniture di energia elettrica all’Ucraina.

La Russia è pronta a dirottare il suo petrolio verso l’India per compensare le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente, con circa 9,5 milioni di barili di greggio russo su navi vicino alle acque indiane, in grado di arrivare a destinazione entro poche settimane. Lo ha riferito a Reuters una fonte del settore con conoscenza diretta. Nuova Delhi è vulnerabile alle interruzioni brusche di approvvigionamento, con scorte di greggio che coprono solo circa 25 giorni di domanda, mentre le raffinerie detengono quantità altrettanto limitate di gasolio, benzina e gas di petrolio liquefatto.

Kallas chiede ancora sanzioni

L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, Kaja Kallas, ormai monotematica, nel corso della conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico (Cbss), è tornata a parlare di sanzioni antirusse. “Il prossimo pacchetto di sanzioni deve seguire il prima possibile. Un divieto totale dei servizi marittimi sulle esportazioni di petrolio russo contribuirebbe notevolmente a decimare i fondi di guerra di Mosca”, ha detto Kallas. Il capo della diplomazia europea ha definito l’adesione dell’Ucrainaun obiettivo strategico giusto e la più forte garanzia di sicurezza che l’Ue possa offrire”.

Come altri falchi europei, la politica estone teme la carenza di sistemi di difesa aerea, causa utilizzo su altri fronti di guerra: “Ciò che preoccupa è anche il fatto che tutte queste capacità necessarie in Medio Oriente siano necessarie anche in Ucraina, quindi dobbiamo accelerare la produzione, perché ce n’è più bisogno, e dobbiamo davvero occuparcene”.

Nuova grana all’orizzonte per Bruxelles. Il Parlamento georgiano ha approvato nuove restrizioni sui finanziamenti provenienti dall’estero, giudicate dalle ong come volte a soffocare le critiche al governo. Gli emendamenti proposti dal partito “Sogno georgiano” modificano diverse leggi fondamentali, tra cui quelle relative alle sovvenzioni straniere.

La Georgia scontenta Bruxelles

Per il primo ministro Irakli Kobakhidze, tali misure mirano a “rendere molto più difficile” il “finanziamento dall’estero di disordini, violenze o processi rivoluzionari in Georgia”. Gli esponenti dell’opposizione, invece, temono che queste disposizioni servano a prosciugare i finanziamenti e a mettere a tacere i progetti sgraditi alla maggioranza. La Commissione europea aveva avvertito che, se adottate, queste modifiche sarebbero state “totalmente incompatibili” con il processo di adesione di Tbilisi all’Ue.


Torna alle notizie in home