Inchiesta sulla vendita dello Stadio San Siro, perquisizioni al comune di Milano
Perquisizioni in corso a Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro. I militari della Guardia di Finanza stanno eseguendo un decreto disposto dal gip Roberto Crepaldi, su richiesta della Procura, che coinvolge il Comune, la società M-I Stadio e le abitazioni di ex dirigenti, consulenti e figure istituzionali. Tra i destinatari delle perquisizioni figurano gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris, oltre al direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone. Coinvolti anche manager e consulenti legati ai club calcistici AC Milan e Inter, tra cui Alessandro Antonello, Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi. L’indagine, coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, ipotizza i reati di turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Sotto la lente degli inquirenti anche Simona Collarini, ex responsabile della Rigenerazione urbana, e i consulenti Fabrizio Grena e Marta Spaini.
L’indagine nata dopo diversi esposti in procura
Le perquisizioni e i sequestri di dispositivi elettronici sono stati disposti alla luce di nuovi elementi emersi dall’analisi di chat e mail. Materiale raccolto nella più ampia inchiesta sull’urbanistica milanese, che la scorsa estate aveva già portato a diversi arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Il fascicolo sulla vendita di San Siro nasce da una serie di esposti presentati in Procura. Tra cui quello dell’ex vicesindaco Luigi Corbani e del promoter Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato “Sì Meazza”. Al centro dell’inchiesta vi è la cessione dello stadio a Milan e Inter per circa 197 milioni di euro. Gli investigatori vogliono verificare se l’operazione abbia favorito interessi privati a discapito dell’interesse pubblico.
Dalle perquisizioni alle chat: l’inchiesta sulla vendita di San Siro
In particolare, si ipotizza che la normativa sugli stadi sia stata utilizzata per sostenere progetti di urbanizzazione dell’area circostante, con possibili vantaggi per alcune società immobiliari. Tra gli elementi acquisiti figura anche una chat dell’architetto Stefano Boeri, che nel settembre 2019 avrebbe scritto al sindaco Giuseppe Sala segnalando “in amicizia” il rischio che sull’operazione San Siro stessero prevalendo interessi privati rispetto a quelli pubblici. Un messaggio che gli inquirenti considerano rilevante per ricostruire il contesto decisionale. L’inchiesta rappresenta un nuovo capitolo del filone giudiziario sull’urbanistica a Milano e potrebbe avere importanti sviluppi sia sul piano politico sia su quello amministrativo.
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