Sono state chieste notizie su “strumenti e metodi utilizzati da Wikipedia per fermare comportamenti malintenzionati online”
La Committee on Oversight and Government Reform, commissione della Camera Usa, ha aperto un’indagine su presunti tentativi di manipolare contenuti su Wikipedia da parte di “individui stranieri in istituzioni accademiche finanziate con i dollari dei contribuenti statunitensi per influenzare l’opinione pubblica negli Usa”.
I report su cui si basa l’indagine su Wikipedia
Si fa riferimento, in particolare, a studi dell’Anti-Defamation League, accusata in passato dal filosofo Noam Chomsky di “aver perduto del tutto il suo obiettivo sui diritti civili per essere diventata solo una sostenitrice della politica israeliana” e dell’Atlantic Council, think tank statunitense con sede a Washington, il cui scopo è “promuovere la leadeship americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”, che denunciano azioni di “propaganda rivolta a utenti occidentali”, per “promuovere informazioni antisemite e anti-Israele” o “messaggi pro-Cremlino”.
Il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, e la collega di partito Nancy Mace, a capo della sottocommissione Cybersecurity, Information Technology e Innovazione nel settore pubblico, hanno scritto in una lettera a Maryana Iskander, CEO di Wikimedia Foundation, di essere alla ricerca di documenti e comunicazioni relativi a persone o account specifici, volontari di Wikipedia, che hanno violato politiche della piattaforma.
Le presunte manipolazioni
Un rapporto recente, secondo i due, “solleva interrogativi inquietanti su possibili sforzi sistematici” per alterare contenuti relativi al conflitto israelo-palestinese, “per promuovere informazioni antisemite e anti-Israele in articoli su Wikipedia relativi ai conflitti con lo Stato di Israele”. Si sarebbe anche cercato di “esporre gli utenti in Occidente a messaggi pro-Cremlino e anti-occidentali, manipolando articoli di Wikipedia e altri organi” che possono influenzare l’addestramento di chatbot dell’intelligenza artificiale.
“La vostra fondazione, che ospita la piattaforma Wikipedia, ha riconosciuto di aver adottato azioni di risposta alla condotta scorretta di redattori volontari che creano effettivamente articoli enciclopedici su Wikipedia – hanno aggiunto Comer e Mace – La commissione riconosce che praticamente tutte le piattaforme informative sul web devono fare i conti con soggetti malintenzionati e con i loro tentativi di manipolazione. La nostra indagine mira a raccogliere informazioni che contribuiscano ad esaminare in che modo Wikipedia risponde a tali minacce e con quale frequenza richieda l’assunzione di responsabilità quando vengono segnalati comportamenti deliberati, gravi o altamente sospetti su argomenti delicati di interesse pubblico”.
Sono state chieste notizie su “strumenti e metodi utilizzati da Wikipedia per identificare e fermare comportamenti malintenzionati online che introducono ‘bias’ e compromettono punti di vista neutrali”.
Il punto di vista dell’esperto
Sulla vicenda è intervenuto Ranieri Razzante, docente di Cybercrime e Homeland security all’Università di Perugia. “Ci troviamo di fronte a guerre sempre più ibride sbilanciate verso l’uso del web ed è sempre bene ricordare che non abbiamo ancora tegole certe per dominarle”, ha detto Razzante all’Adnkronos.