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Economia

Intervista a Maurizio Grifoni, presidente del Fondo Fon.Te.

di Marco Montini -


L’Assemblea dei Delegati del Fondo pensione Fon.Te. – Fondo Pensione complementare per i dipendenti di aziende del terziario, commercio, turismo e servizi – ha approvato il Bilancio d’esercizio 2025, che evidenzia risultati particolarmente significativi sia sul fronte dello sviluppo associativo sia su quello patrimoniale, in un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita moderata e progressiva stabilizzazione dell’inflazione. Ne parliamo con il Presidente del Fondo Fon.Te., Maurizio Grifoni.

Presidente Grifoni, il 2025 si chiude con risultati molto rilevanti. Qual è il dato che ritiene più rappresentativo? 

“Il 2025 è stato un anno di crescita a doppia cifra, e questo già racconta molto. Gli iscritti hanno superato quota 324.260, con un incremento netto di 32.771 unità, pari a +11,24%. È un segnale chiaro: cresce la consapevolezza dei lavoratori sull’importanza della previdenza complementare. Parallelamente, anche il patrimonio ha superato per la prima volta i 6,6 miliardi, attestandosi a 6,648 miliardi, in aumento dell’11,33%. Sono numeri che testimoniano fiducia e solidità”.

 Questa crescita riguarda anche le imprese? 

“Assolutamente sì. Le aziende aderenti hanno raggiunto le 49.170 unità, con un incremento del +10,14%. È un dato importante perché indica come lo strumento stia diventando sempre più diffuso anche tra le imprese del terziario, del commercio, del turismo e dei servizi. La crescita è quindi equilibrata: lavoratori e aziende procedono insieme”.

 Sul fronte delle risorse raccolte, quali sono gli elementi più significativi? 

“Le contribuzioni nell’anno hanno sfiorato gli 820 milioni di euro, con una crescita del +16,96%. Particolarmente rilevante è l’incremento dei conferimenti di TFR pregresso, pari a 23,76 milioni, più che raddoppiati rispetto all’anno precedente. Questo dimostra una maggiore attenzione alla pianificazione previdenziale e una scelta più consapevole di destinazione del TFR”.

 Il Fondo non è solo accumulo, ma anche erogazione di prestazioni. Che numeri avete registrato? 

“Nel 2025 abbiamo erogato oltre 24mila prestazioni, per un controvalore complessivo di 389 milioni di euro, in crescita di quasi il 17%. Questo dato conferma che Fon.Te. è uno strumento concreto di supporto nelle diverse fasi della vita lavorativa, non solo un salvadanaio per il futuro”.

 Quanto conta la gestione del Fondo in questi risultati? 

“Conta moltissimo. In trent’anni di storia abbiamo dimostrato che una gestione oculata ed efficiente può garantire stabilità e costi contenuti per gli aderenti. I risultati del 2025 sono la prova di una struttura solida, capace di affrontare contesti complessi senza perdere di vista l’obiettivo principale: tutelare il risparmio previdenziale”.

 Uno dei temi centrali è l’investimento nell’economia reale. Qual è la vostra posizione? 

“Riteniamo prioritario puntare su investimenti di lungo periodo nell’economia reale italiana, con attenzione ai settori strategici del Paese. Questo approccio consente una diversificazione ‘ragionata e condivisa’, riducendo l’esposizione ai rischi dei mercati finanziari tradizionali e migliorando la resilienza del Fondo. È una strategia che può generare valore sia finanziario sia sociale, contribuendo anche allo sviluppo del sistema economico”.

 Oltre ai numeri, quali sono i valori che guidano l’azione del Fondo e quali passi state compiendo sul fronte dell’innovazione? 

“Solidità, credibilità, sostenibilità e una chiara visione del futuro. A questi si aggiunge una forte attenzione all’inclusività. Vogliamo costruire un modello previdenziale capace di generare valore non solo per gli aderenti, ma per l’intera collettività. Stiamo investendo molto nella digitalizzazione dei processi e nella semplificazione delle procedure. L’obiettivo è essere sempre più vicini a lavoratori e aziende, migliorando l’accessibilità e l’efficienza dei servizi. Inoltre, attraverso l’iscrizione digitale e percorsi di educazione finanziaria nelle scuole puntiamo ad avvicinare le nuove generazioni alla previdenza complementare. È fondamentale creare consapevolezza fin da giovani, perché la previdenza è una scelta che produce valore nel tempo”.


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