Addio a Jesse Jackson, il reverendo dei diritti civili
Una vita dedicata alla lotta al razzismo e all'ingiustizia, marciò con Martin Luther King
Addio a Jesse Jackson: una vita per i diritti civili. Il reverendo è morto oggi. aveva 84 anni. La notizia è stata riportata da Nbc News che ha citato la comunicazione diramata dalla famiglia. Una vera e propria icona del movimento di liberazione degli afroamericani, un uomo che ha marciato al fianco di Martin Luther King per ribadire la necessità di una autentica giustizia sociale. E sottolineando come questa passi, senza alcun dubbio, dall’uguaglianza e dall’eliminazione di ogni tensione di tipo razzista.
Addio a Jesse Jackson
L’annuncio della famiglia ha dato conto della morte di un paladino vero dei diritti civili. Che ha alzato la sua voce quando, in America, farlo non era certo una moda. Ma una necessità, scomoda. Per milioni e milioni di persone. “Nostro padre era un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”, ha riferito la famiglia. Che ha aggiunto: “Lo abbiamo condiviso con il mondo e, in cambio, il mondo è diventato parte della nostra famiglia allargata. La sua incrollabile fede nella giustizia, nell’uguaglianza e nell’amore ha motivato milioni di persone, e vi chiediamo di onorare la sua memoria continuando la lotta per i valori per cui ha vissuto”.
La malattia e una fine serena
Da novembre, il reverendo Jesse Jackson stava sperimentando il complicarsi della paralisi sopranucleare progressiva. Una patologia rara che, alla lunga, compromette la deambulazione e la deglutizione in cui ne soffre. Da qualche mese si era reso necessario un ricovero in ospedale. Soffriva pure di Parkinson e non l’ha mai nascosto, annunciandolo anzi pubblicamente nel 2017. Le cerimonie pubbliche in sua memoria si terranno a Chicago, mentre i futuri programmi in suo omaggio saranno annunciati dalla Rainbow PUSH Coalition, ha precisato la famiglia
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