La chat segreta che imbarazza Bruxelles
La Mediatrice Ue indaga su von der Leyen: trasparenza violata e silenzi sospetti nei media europei
L’Europa si ritrova al centro di un nuovo caso di opacità istituzionale. L’Ombudsman (Mediatrice) europea, Teresa Anjinho, ha aperto un’indagine formale sulla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dopo il rifiuto dell’esecutivo comunitario di rendere pubblici i messaggi di una chat riservata che coinvolgeva alcuni dei leader più influenti del continente e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo quanto riportato dal Berliner Zeitung, nel gruppo figuravano anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer.
La questione non riguarda il contenuto politico della conversazione, ma la possibile violazione delle norme Ue sulla trasparenza. La Commissione ha infatti negato l’accesso ai messaggi all’organizzazione investigativa olandese Follow the Money, sostenendo che la loro pubblicazione avrebbe potuto “danneggiare le relazioni dell’Ue con Paesi terzi”.
Cosa c’era davvero in quella chat
La chat è diventata pubblica a gennaio. Secondo ricostruzioni giornalistiche, il gruppo avrebbe discusso anche strategie comuni per gestire il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, un tema che ha messo in agitazione molte cancellerie europee.
La testata tedesca sottolinea come la Commissione abbia adottato una linea di chiusura totale, rifiutando perfino di confermare se i messaggi siano stati archiviati correttamente, un punto particolarmente sensibile dopo il precedente caso degli Sms tra von der Leyen e il Ceo di Pfizer, mai resi pubblici.
Il silenzio assordante dei media europei
Nonostante la rilevanza politica e istituzionale della vicenda, la maggior parte dei media europei ha scelto un profilo bassissimo. Pochi articoli, nessuna apertura, nessun approfondimento televisivo. Una dinamica che ricorda altri casi imbarazzanti per Bruxelles, spesso trattati come “incidenti tecnici” anziché come questioni di accountability democratica. Il Berliner Zeitung ha fatto eccezione, dando spazio alla notizia ed evidenziando come la Commissione abbia opposto un muro di gomma alle richieste di accesso agli atti.
Perché questa indagine è esplosiva
L’Ue si è sempre presentata come campione di trasparenza amministrativa. Un’indagine formale dell’Ombudsman su questo tema mina la credibilità dell’intero sistema. Il fatto che la chat includesse discussioni su come affrontare la nuova amministrazione statunitense rende la vicenda geopoliticamente delicata. La Commissione teme che la pubblicazione dei messaggi possa irritare Washington. La presenza del presidente ucraino in un gruppo ristretto di leader europei solleva, infine, importanti interrogativi sul processo decisionale informale in materia di sicurezza e politica estera.
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