La trota marmorata arretra. Nuovi monitoraggi confermano il declino e rivelano cosa sta davvero accadendo nei nostri fiumi
Il declino non è improvviso né misterioso, è il risultato di una somma di pressioni, tutte riconducibili all’uomo.
La fotografia che arriva dagli ultimi monitoraggi è nitida e tutt’altro che rassicurante. La trota marmorata, specie simbolo dei corsi d’acqua alpini, continua a diminuire. Un declino lento ma costante, che gli esperti seguono da anni e che oggi assume contorni più definiti grazie ai censimenti riproduttivi.
Il dato più eloquente riguarda i nidi, o meglio i reddi, piccole depressioni scavate nel ghiaietto dalle femmine per deporre le uova. Sono strutture fragili, invisibili a un occhio non allenato, ma fondamentali per capire se una popolazione sta reggendo o cedendo. E i numeri, pur con variazioni locali, raccontano la stessa storia, meno nidi, meno femmine mature, meno futuro.
Cosa sono i nidi della trota marmorata
A differenza di quanto suggerisca il termine, non si tratta di strutture costruite con materiali esterni. La femmina sceglie un tratto di fondale con ghiaia pulita e acqua ben ossigenata, poi con movimenti rapidi della coda scava una fossetta. Lì depone le uova, che il maschio feconda immediatamente. Infine, ricopre tutto con ghiaia fine, creando una sorta di “camera” protetta. Questi nidi sono indicatori diretti dell’attività riproduttiva, contarli significa misurare la vitalità della specie.
Perché la marmorata sta scomparendo
Il declino non è improvviso né misterioso. È il risultato di una somma di pressioni, tutte riconducibili all’uomo.
Ibridazione con specie alloctone
Per decenni i fiumi sono stati ripopolati con trote fario, più facili da allevare. L’incrocio tra le due specie ha progressivamente eroso la purezza genetica della marmorata, una minaccia considerata tra le più gravi e difficili da invertire.
Habitat alterati
Regimazioni, escavazioni, dighe, prelievi idrici e artificializzazione delle sponde hanno trasformato i corsi d’acqua. Il risultato è duplice, meno siti idonei alla frega e meno continuità ecologica, due elementi essenziali per una specie che vive e si riproduce in tratti di fiume molto specifici.
Clima che cambia
Portate irregolari, estati siccitose, acque più calde, condizioni che riducono l’ossigeno e mettono sotto stress un pesce che ha bisogno di freddo e corrente.
Inquinamento e disturbo
Scarichi, agricoltura intensiva, sedimenti in sospensione e una fruizione crescente dei corsi d’acqua compromettono la sopravvivenza delle uova e dei giovani.
Cosa stanno facendo gli enti
Le aree protette e le amministrazioni locali hanno avviato da anni programmi di monitoraggio dei reddi, interventi di ripristino degli habitat e limitazioni alle immissioni di specie non autoctone. Sono azioni necessarie, ma non ancora sufficienti a invertire la tendenza.
Perché tutto questo conta
La trota marmorata non è solo un pesce “bello” o identitario. È un predatore apicale, un regolatore naturale degli ecosistemi fluviali. La sua scomparsa altererebbe l’intera catena ecologica, aprendo la strada a squilibri difficili da recuperare.
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