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Economia

Lagarde a Bangkok traccia la strada (lenta) dell’Europa

L'intervento della governatrice (uscente) della Bce al Comitato Fmi in Thailandia tra crescita lenta e rischi

di Cristiana Flaminio -


Sempre buone notizie dalla signora Lagarde che se ne va a Bangkok dove si sta tenendo il Comitato internazionale monetario e finanziario del Fondo monetario internazionale. La governatrice della Bce ha ripetuto la solita (inquietante) cantilena. L’incertezza, la guerra. Anzi, le guerre. Tutti rischi per la crescita. Che naturalmente, in Europa, è “orientata al ribasso”. Rispetto a un punto di partenza che proprio gli analisti del Fmi non hanno esitato a bollare come “mediocre”.

Lagarde a Bangkok: tutti i rischi dell’Ue

“Le prospettive a medio termine sono caratterizzate dall’incertezza riguardo all’intensità e alla durata del conflitto in Medio Oriente, nonché alle modalità con cui gli shock che ne derivano potrebbero propagarsi all’ economia. I rischi per la crescita sono orientati al ribasso”. Così dice Lagarde a Bangkok alle teste d’uovo del Fmi. Una premessa per rendere più lucenti i risultati (magrolini, in realtà) economici del Vecchio Continente. “Nonostante le difficoltà a livello globale e lo shock energetico in corso, l’economia dell’area dell’euro si è finora dimostrata resiliente. Nel primo semestre del 2026, la crescita ha interessato in modo diffuso la maggior parte dei paesi e dei settori dell’area dell’euro”.

Tutti i numeri della signora Rigore

“Le proiezioni elaborate dallo staff della Bce a settembre prevedono una crescita dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028”. E c’è di più. “Con l’attenuarsi dello shock energetico nel medio periodo, – ha aggiunto Lagarde parlando a Bangkok – le proiezioni indicano che la domanda interna trarrà beneficio da una ripresa del reddito reale, sostenuta da una minore inflazione energetica e da un mercato del lavoro resiliente”. E poi ha proseguito: “Anche l’aumento della spesa pubblica per infrastrutture e difesa, affiancato da investimenti nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie digitali, dovrebbe favorire la crescita. La crescita delle esportazioni dovrebbe accelerare grazie al rafforzamento della domanda estera, trainata a sua volta dall’intelligenza artificiale”.

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